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Richiedenti asilo: gli ultimi dati nazionali e regionali

Il dato delle accoglienze in Emilia-Romagna si mantiene sul 6% complessivo. Nelle strutture temporanee, nel corso del 2015, si è registrato un aumento di circa 3.000 persone: in media 250 persone in più ogni mese

Provengono soprattutto da Eritrea e Nigeria i richiedenti asilo sbarcati sulle coste italiane al 31 dicembre 2015. Insieme le due nazionalità sfiorano il 40%, per un totale di oltre 50.000 persone, sulle 153.842 registrate alla fine dell'anno passato. Seguono, tra le nazionalità dichiarate, profughi provenienti dalla Somalia, dal Sudan, dal Gambia e dalla Siria; poi dal Mali, dal Senegal, dal Bangladesh e dal Marocco. Oltre 35.000, pari al 23%, appartengono ad altre nazionalità. Il numero dei migranti sbarcati è comunque sceso rispetto al boom del 2014, quando si erano registrate 170.000 presenze.

Vediamo poi come le persone accolte sono state distribuite nel territorio regionale. Il dato delle accoglienze in Emilia-Romagna si mantiene sul 6% complessivo, quota che le spetta sulla base di criteri di ripartizione nazionale condivisi tra Stato e Regioni. Sul territorio regionale erano presenti 6.493 immigrati al 31 dicembre 2015. Siccome in Emilia-Romagna non ci sono CARA (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e le strutture SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) nel 2015 sono rimaste invariate, si può dire che l’unico aumento di presenze accolte si è riversato nelle strutture “temporanee” (cosiddetti CAS, Centri accoglienza straordinaria) attivate dalla singole Prefetture.

Nei CAS della regione erano presenti 5680 persone, mentre nelle strutture SPRAR erano 813. Anche per quanto riguarda le singole città sono stati individuati e condivisi tra Prefetture, Regione ed Enti Locali dei criteri percentuali di ripartizione per ciascun ambito provinciale. Il maggior numero di richiedenti asilo è presente nel capoluogo regionale: 1.102 al 21 gennaio 2016, pari al 21,7% del totale dei presenti in Emilia-Romagna (5.578). Criteri che appaiono sostanzialmente applicati, come si evince dalla colonna della tabella che segnala la differenza tra quota teorica e presenze effettive.

Nel corso di un anno, nelle strutture temporanee si è registrato un aumento di circa 3.000 persone (si è passati dalle 2.620 del 16 gennaio 2015 alle 5.578 del 21 gennaio 2016). Ciò significa un aumento medio di circa 250 persone ogni mese.

L’aumento delle persone presenti nelle strutture temporanee negli ultimi due mesi (dal 19 novembre 2015 al 21 gennaio al 2016) è di circa 300 persone. Quindi si è registrato un rallentamento della crescita, tipico dei mesi invernali. Ovviamente la crescita è sempre l’esito di un doppio processo: da un parte un certo numero di migranti in ingresso - provenienti dall’Hub (nodo di smistamento) regionale di via Mattei - e dall’altra un certo numero di persone che escono dalla accoglienza “temporanea” (volontariamente o perché hanno ottenuto lo status di protezione internazionale o umanitaria). 

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Pubblicato il 26/01/2016 — ultima modifica 27/01/2016
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