mercoledì 22.11.2017
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Terzo Settore, un piano per lo sviluppo solidale regionale

Presentato al presidente Bonaccini e alla vicepresidente Gualmini le proposte del Forum del Terzo Settore Emilia-Romagna per il futuro della regione. Le priorità: contrasto alla fragilità sociale, alla povertà e a ogni forma di emarginazione; impegno nei confronti delle nuove generazioni; innovazione delle politiche abitative

Innovazione del welfare e ampliamento del concetto a cultura, sport e socialità. Trasparenza e riconoscimento del terzo settore. Co-progettazione con il pubblico e ridefinizione dei luoghi di programmazione e confronto. Impegno nella lotta a ogni forma di povertà ed emarginazione sociale.

Queste le priorità di lavoro tracciate dal Forum Terzo Settore Emilia Romagna nel documento “PSSR –Piano per lo Sviluppo Solidale Regionale”, presentato il 10 aprile al Presidente della Regione Stefano Bonaccini e alla Vicepresidente e Assessore al Welfare Elisabetta Gualmini, alla presenza di oltre 80 rappresentanti delle organizzazioni aderenti al Forum, dei Forum territoriali,e dei Centri servizio per il volontariato della nostra Regione. Un appuntamento, divenuto ormai tappa fissa, per confrontarsi annualmente con il Presidente e la Vicepresidente della Regione sugli impegni reciproci, le priorità di lavoro e le sfide da affrontare.

Non a caso il documento  – il cui titolo richiama scherzosamente il Piano Sociale e Sanitario Regionale (PSSR) –  oltre a chiedere alla Regione una serie di impegni su alcuni temi strategici e prioritari,  rappresenta un vero e proprio programma di lavoro e impegno per il Forum e le sue organizzazioni,  manifesto costruito coralmente, che ha visto il coinvolgimento di tutte le organizzazioni del Forum.

“Un metodo  – ha sottolineato il Portavoce Federico Alessandro Amico –  che è proprio di tutto il terzo settore e che determina anche il motivo per cui crediamo che la nostra  azione sia un elemento centrale per il mantenimento della coesione sociale all’interno della Regione Emilia Romagna.  Una partecipazione che è antidoto al diffondersi dei populismi, delle vie brevi di una presupposta democrazia diretta, che invece somiglia sempre più a un’oligarchia”.

Da qui anche la necessità,  alla vigilia dell’approvazione dei Decreti Attuativi sulla Riforma del terzo settore, di costruire una serie di strumenti in grado di valorizzare la complessità di questo mondo, misurandone l’impatto sociale, promuovendone la trasparenza, mettendo in campo forme di ibridazione e collaborazione tra volontariato, associazionismo e cooperazione sociale, per rispondere alle sfide poste dalla Riforma. Ma anche la necessità di valorizzare il ruolo propulsivo dell’economia sociale, coinvolgendo il terzo settore, già attore del Patto Regionale per il Lavoro, anche nella programmazione e processi di sviluppo attraverso i Fondi Sociali Europei.

Dopo il Patto per il Lavoro un "Patto per l'ozio"

Il tutto all’interno di un quadro di grandi cambiamenti sociali, economici e demografici, che stanno trasformando profondamente la società emiliano-romagnola, mettendone a rischio gli equilibri. “La trasformazione che andremo a leggere nel prossimo futuro sarà una trasformazione molto importante – ha aggiunto Amico - legata all’invecchiamento, ai  flussi migratori, alla disoccupazione giovanile. Dobbiamo evitare che questo processo si trasformi in una battaglia tra generazioni, che metta in crisi la coesione sociale della nostra regione. Una sfida che il nostro mondo deve sapere interpretare perché il terzo settore costruisce benessere nel suo complesso, opera ogni giorno concretamente per consolidare una società più coesa, fatta di relazioni all’interno delle quali trovare supporto reciproco”.

Da qui la “provocazione” di costruire insieme alla Regione, dopo il Patto per il Lavoro, anche un “Patto per l’ozio”, concentrandosi di più sul tempo libero, o tempo liberato, che fa la qualità della vita delle persone.

Le priorità politiche

Riflessioni e sollecitazioni colte appieno anche dalla Vicepresidente Gualmini e dal Presidente Bonaccini. “Sono due i pilastri della nostra visione di welfare – ha sottolineato la Vicepresidente Elisabetta Gualmini – da un lato l’affermazione di un  welfare inteso come benessere, qualità della vita delle persone a 360° gradi, dall’altro il riconoscimento pieno del terzo settore nei processi di programmazione sociale a livello regionale e locale, quale attore fondamentale per dar voce ai bisogni dei cittadini, aumentando la qualità della democrazia”. Una visione, affermata anche nel nuovo Piano Sociale e Sanitario Regionale, in prossima uscita, da cui discendono tre priorità politiche: il contrasto alla fragilità sociale, alla povertà e a ogni forma di emarginazione; l’impegno nei confronti delle nuove generazioni, a partire dall’infanzia e dall’adolescenza; l’innovazione delle politiche abitative promuovendo nuove forme di domiciliarità, facendo leva anche sui legami sociali, sull’intergenerazionalità e sperimentando percorsi e buone pratiche avviate da e con il terzo settore nei territori della nostra regione.

Priorità che si inseriscono nei due assi di lavoro portati avanti dalla Giunta Bonaccini: la promozione e il rilancio dell’occupazione, “perché il lavoro è dignità”, e la lotta alle disuguaglianze sociali, perché nessuno resti indietro e anche l’ultimo della fila possa tagliare il traguardo.  “In questo quadro – ha concluso il Governatore – l’apporto del terzo settore è fondamentale, perché fondamentale è la qualità della vita dei nostri cittadini. Da qui il nostro investimento sullo sport e sulla cultura, servizi propri del terzo settore, che il pubblico da solo non può garantire. Ed è proprio quello di migliorare costantemente la qualità della vita nelle nostre comunità l’obiettivo che insieme dobbiamo impegnarci a perseguire”.

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Pubblicato il 11/04/2017 — ultima modifica 12/04/2017
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