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Cooperative sociali e inserimento lavorativo: la “fotografia” dell’Emilia-Romagna

Dati e novità dalla ricerca di Federsolidarietà e Aiccon sull'impatto delle cooperative sociali di inserimento lavorativo. Sott’esame 203 realtà dell’Emilia-Romagna

Più di 9 milioni di euro di benefici generati per la pubblica amministrazione, 1.940 lavoratori svantaggiati assunti, un fatturato complessivo che si avvicina ai 277 milioni di euro e quasi 7mila addetti al 77,5% con contratti a tempo indeterminato. È l’impatto generato in Emilia-Romagna dalle 203 cooperative sociali aderenti a Federsolidarietà/Confcooperative che svolgono inserimenti lavorativi.

Un bilancio calcolato (su dati 2016) dalla “Ricerca sull’impatto sociale ed economico dell’inserimento lavorativo nelle cooperative sociali” promossa da Federsolidarietà/Confcooperative Emilia-Romagna e curata da Aiccon.

Sotto i riflettori, appunto, le 203 cooperative sociali aderenti. Le mansioni svolte sono le più svariate: si va dalla manutenzione del verde ai servizi socio-assistenziali per passare ai servizi educativi e scolastici, custodia e pulizie, fino a ristorazione e alloggio, commercio, trasporto e magazzinaggio, attività culturali e agricoltura.

La ricerca è stata presentata nei giorni scorsi al Palazzo della Cooperazione di Bologna nell’ambito dell’evento “Chi l’ha detto che il sociale costa?” alla presenza – tra gli altri - della vicepresidente della Regione e assessore alle Politiche sociali, Elisabetta Gualmini. Nel corso della mattinata hanno raccontato la loro esperienza le cooperative sociali For.B (Forlì), il Germoglio (Ferrara) e il Cigno Verde (Parma).

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Pubblicato il 19/12/2017 — ultima modifica 19/12/2017
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