mercoledì 17.10.2018
caricamento meteo
Sections

Rapporto Antigone sul carcere: è di nuovo emergenza sovraffollamento

Dal XIII Rapporto dell'associazione Antigone sullo stato delle carceri italiane emerge un ritorno al problema del sovraffollamento: in Emilia-Romagna ci sono 3.454 detenuti a fronte di una capienza di 2.793

"Torna il carcere" è il titolo del rapporto di Antigone sul 2016, presentato nei giorni scorsi anche a Bologna. La tesi di fondo è chiara: i numeri del carcere tornano a crescere. Nelle carceri  dell'Emilia-Romagna, rivela il rapporto, sono detenute 3.454 persone a fronte di 2.793 posti. Di queste, 163 sono donne, alcune madri con figli. 

"Un carcere più affollato è generalmente un carcere in cui non aumentano le persone detenute per i fatti più gravi, ma quelle appartenenti alle fasce più marginali, e che generalmente commettono i reati di minor rilievo", si legge nel rapporto. "Per questi detenuti ci sarà, ovviamente, meno spazio, ma anche meno lavoro, meno formazione professionale, meno attenzione al diritto alla salute e meno sostegno psicologico. Il carcere per loro sarà più duro, più lontano dagli standard di legalità nazionale ed internazionale, e meno efficace nel promuovere il loro reinserimento, producendo a sua volta una società meno sicura".

Alla Dozza di Bologna, per esempio, dove i detenuti sono 781 a fronte di una capienza di 500 posti e si contano solo 150 persone a cui è data la possibilità di lavorare. Di queste, 126 lavorano per la stessa amministrazione penitenziaria e "soltanto 31 hanno un contratto full time da 36 ore settimanali. Altri 52 hanno un contratto da 18 ore e gli altri lavorano dalle 12 ore in giù", ha spiegato il Garante comunale Antonio Ianniello durante la presentazione del rapporto di Antigone.

 Nel rapporto nazionale è stato denunciato che il prepotente aumento delle persone detenute, millecinquecento in più in soli sei mesi, non può essere né frutto di casualità né conseguenza di un aumento dei tassi di criminalità che sono in costante calo. Di questo passo, nel 2020 verrà sfondata quota 67.000 persone detenute. Si sta tornando agli stessi numeri che nel 2013 avevano causato l’onta per il nostro Paese della condanna per trattamenti inumani e degradanti da parte della Corte Europea dei diritti dell’Uomo (sentenza Torreggiani) in un periodo in cui, tra l’altro, il ricorso alle misure alternative conosce una fase di deflazione.

Il rapporto è diviso in quattro parti: la prima dedicata alle politiche e ai numeri; la seconda, incentrata sulle emergenze (vere o presunte), affronta da un lato alcune questioni relative alla radicalizzazione e le strategie messe in atto dal carcere per far fronte alla questione del terrorismo internazionale e dall'altro tratta la chiusura degli O.P.G. (ospedali psichiatrico - giudiziari) e la predisposizione delle R.E.M.S. (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). La terza sezione si focalizza su chi vive dentro, con paragrafi dedicati alle donne, ai disabili, al rapporto tra droga e detenzione. La quarta parte è dedicata invece a chi lavora dentro: operatori, magistrati di sorveglianza, volontari.

Azioni sul documento
Pubblicato il 12/12/2017 — ultima modifica 12/12/2017
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it