lunedì 23.10.2017
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Reggio Emilia, un’indagine su “sessualità e disabilità”

Oltre 700 persone coinvolte nell’indagine su “Sessualità e disabilità”, nell’ambito del progetto “Reggio Emilia Città senza barriere”. Una documentata fotografia su storie, problemi quotidiani, desideri relativi all’amore, relazioni e vita sessuale

Appuntamento sabato 13 maggio, alle ore 10 al cinema comunale Rosebud di Reggio Emilia (via Medaglie d’oro della Resistenza 6), per la presentazione dei risultati dell’indagine "Sessualità e disabilità", promossa da Farmacie comunali riunite, Ausl Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia, insieme alle fondazioni "Dopo di noi" di Correggio e "Durante e dopo di noi" di Reggio Emilia e le associazioni "Sostegno e zucchero" e ‘Anemos".

La ricerca è stata realizzata nell’ambito delle attività del progetto "Reggio Emilia Città senza barriere". 740 persone in 6 settimane: 335 operatori, 182 familiari e 223 persone con disabilità. È questo il numero di persone che hanno partecipato alla ricerca sulla sessualità intesa in senso ampio (prevenzione, salute e benessere, affettività, relazioni sentimentali, sesso) promossa alla fine del 2016 sul territorio provinciale reggiano.

La ricerca fa parte di un progetto più ampio che mira a sensibilizzare i cittadini sulla situazione e a tentare di dare risposte a chi vive uno stato di preoccupazione o disagio. Tutte queste persone che, con la garanzia dell’anonimato, hanno accettato di rispondere a domande difficili e private, raccontando le loro storie, i problemi quotidiani e i desideri relativi all’amore, alle relazioni e alla vita sessuale di loro stessi (se persone con disabilità), dei propri cari o dei propri utenti (se familiari o operatori), potranno ora conoscere i risultati dell’indagine che sono stati analizzati e raccolti in una fotografia della situazione descritta dalle loro numerose voci, ricca di testimonianze toccanti, di coraggio e di spunti interessanti.

“Oggi ci sembra quasi impossibile pensare alla sessualità come a qualcosa di cui non si può parlare: tutti ne parlano, viene esposta, praticata, esibita – dice la presidente di Fcr Annalisa Rabitti – In una famiglia in cui c’è una persona con disabilità questo al contrario è un argomento difficile, poco affrontato. Spesso negato. Questa ricerca è fatta di numeri e percentuali, ma questi numeri sono vivi, pieni di significati: sono dati che ci hanno consegnato 740  persone che hanno deciso di prendere in mano una matita o una tastiera, e scrivere di se stessi, di un proprio figlio o figlia. E lo hanno fatto aggiungendo frasi, commenti, raccontando episodi, decidendo di svelare delle parti di sè complesse e imbarazzanti.  Io ringrazio queste donne e questi uomini, queste madri e questi padri,  per la ricchezza del loro contributo. Ora tocca a noi istituzioni ascoltare”.

 

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Pubblicato il 11/05/2017 — ultima modifica 11/05/2017
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