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Da immigrati a imprenditori: oltre 37.000 le ditte guidate da stranieri in Emilia-Romagna

Negli ultimi dieci anni i cittadini stranieri titolari di impresa individuale, in Emilia-Romagna, sono passati da 10mila a 37mila. I dati dell’indagine dell’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio. Gualmini: “Esempi di integrazione che vogliamo incoraggiare, una risorsa preziosa per l’economia del territorio”

Continua in Emilia-Romagna la tendenza positiva, che negli ultimi dieci anni, dal 2005 al 2015, ha visto quasi quadruplicare i cittadini stranieri titolari di impresa individuale, passati da 10mila a oltre37mila (37.296): il 15,8% delle imprese totali della regione (236mila). Un aumento avvenuto costantemente anche nel periodo di maggior crisi economica: dal 2008 al 2015, infatti, si è registrato un segno positivo del 23,5%.

La fotografia emerge dal Rapporto “Mercato del lavoro e dinamiche occupazionali degli stranieri”, curato dall’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio della Regione Emilia-Romagna, che utilizzando i dati Istat e Unioncamere analizza le caratteristiche del lavoro e dei lavoratori stranieri e prende in esame anche il tema dell’imprenditoria.

“Le ansie per l'immigrazione incontrollata non possono oscurare la percezione dei benefici economici del lavoro dei cittadini stranieri, che rappresenta la quotidianità. I dati che stiamo rendendo pubblici dimostrano, in particolare, come l’imprenditoria straniera rappresenti una risorsa preziosa per l’economia del nostro territorio”. Commenta così la vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini, i risultati dell’indagine. “Spetta a noi amministratori, che rappresentiamo il sistema delle istituzioni, valorizzare e sostenere questo bacino di imprenditori. Crescono le imprese gestite e create da stranieri, sia individuali che non- spiega Gualmini-. A farle nascere sono la creatività e il dinamismo di cittadini che sono riusciti a portare nella nostra terra le proprie tradizioni e capacità, creando al tempo stesso valore e ricchezza per tutti. Un esempio di integrazione- conclude la vicepresidente-  che dobbiamo impegnarci a replicare e a incoraggiare, in un periodo in cui la convivenza tra italiani e stranieri è spesso difficile e caratterizzata da tensioni”.

I dati delle imprese

In Emilia-Romagna, così come nel resto del Paese, la crescita dell’imprenditoria straniera è in controtendenza rispetto a quanto registrato per l’imprenditoria italiana. Al primo gennaio 2016 il numero di imprese - comprensive delle società di capitali e di persone e altre forme societarie - era di 37.296.

Si tratta in maggioranza di ditte individuali, aumentate negli ultimi dieci anni in modo talmente significativoda rappresentare il 15,8% del totale delle imprese attive nel territorio regionale (236mila); una percentuale che supera anche quella italiana, del 13,5%. Per quanto riguarda il tipo di attività, al primo posto, con quasi il 42% del totale delle imprese individuali guidate da stranieri, si trovano quelle operanti nel settore delle costruzioni; seguono il commercio all’ingrosso e al dettaglio (25,8%) e le attività di alloggio e ristorazione, che incidono per il 6,5% (il dato medio nazionale è del 5,7%). Le imprese di costruzioni a guida straniera rappresentano il 33% del totale delle imprese di settore in regione; quelle di alloggio e ristorazione quasi il 20% e quelle del commercio oltre il 16%.

La netta maggioranza dei titolari stranieri di impresa individuale è costituita da cittadini extracomunitari82,5% in Emilia-Romagna e 80,5% in Italia. I più dinamici sono i marocchini - con oltre 4.600 casi, pari al 12,3% - seguiti a brevissima distanza dagli albanesi (4.432 imprese, pari all’11,9%, in flessione rispetto al passato) e dai cinesi (4.300 imprese, l’11,5%) e, piuttosto distanziati, dai rumeni (3.802, il 10,2%) e dai tunisini (3.431 imprese, il 9,2%).

Dal Rapporto, inoltre, risulta che i Paesi più rappresentati tra gli imprenditori stranieri - in Emilia-Romagna e in Italia - sono solo parzialmente in linea con quelli di provenienza dei cittadini residenti. A livello regionale, si notano infatti delle differenze considerevoli: il Marocco, al primo posto in termini di titolari di impresa, è in realtà per numero di residenti il secondo Paese, preceduto dalla Romania, che in termini di imprenditoria si trova al quarto posto. La Cina, invece, rappresenta il terzo Paese per numero di imprenditori e solo il sesto per numero di cittadini residenti in Emilia-Romagna. Ancora più marcata è la sovra-rappresentazione, fra i titolari di impresa, della Tunisia: quinto Paese di nascita degli imprenditori e ottavo in termini di residenti, con un tasso di imprenditorialità del 18,3%.

Considerando la dimensione provinciale, rispetto alla titolarità d’impresa si riscontrano alcune specificità: il Marocco, Paese più rappresentato a livello regionale, si colloca al primo posto solo nella provincia di Ferrara, al secondo invece a Piacenza, Modena e Ravenna, al terzo posto a Parma e Bologna, al quarto a Forlì e al quinto a Reggio Emilia. A Bolognae aRavenna prevale la Romania, mentre a Reggio Emiliae Modenala Cina. L’Albania risulta il Paese più rappresentato nelle province romagnole di Forlì-Cesena e Rimini e a Piacenza,mentre a Parma la prima posizione è occupata dalla Tunisia.

I dati dei residenti

I cittadini stranieri residenti all’1.1.2016 sono 534.424 (12% della popolazione residente complessiva). L’Emilia-Romagna è dunque al primo posto fra le regioni italiane per incidenza percentuale (media nazionale 8,3%). I comuni emiliano-romagnoli che superano il 10% dei residenti stranieri sono 158 sui complessivi 334 (erano 22 nel 2004). Le punte più alte a Galeata (Fc) al 22%, Castel San Giovanni (Pc) al 20,8%, Langhirano (Pr) al 20,1% e altri 30 comuni con valori percentuali compresi fra il 15 e il 20%.
La presenza femminile a seguito dei ricongiungimenti familiari e dell’immigrazione per lavoro è in continua crescita: all’1.1.2016 le donne straniere sono 285.610 e rappresentano il 53,4% del totale dei residenti stranieri.

I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono la Romania con il 16,1%, in aumento rispetto al 15,5% dell’anno precedente; il Marocco con il 12,2%, in diminuzione rispetto al 12,6% del 2014; al terzo posto si colloca l’Albania con l’11,3%, valore in lieve calo rispetto alla percentuale precedente, dell’11,6%.

Tutti gli altri Paesi di cittadinanza risultano distanziati: Ucraina (6%, in crescita), Moldavia (5,7%, in leggero calo), Cina (5,3%, in lieve crescita), Pakistan (4%, in lieve crescita) e Tunisia (3,5%, in lieve decremento).

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Pubblicato il 15/03/2017 — ultima modifica 16/03/2017
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