lunedì 18.12.2017
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Emilia-Romagna, oltre 15 milioni di euro per carceri e ospedali psichiatrici giudiziari

Carceri e ospedali psichiatrici giudiziari: a Roma via libera dalla Conferenza unificata alla ripartizione delle risorse tra Regioni e Province autonome. All’Emilia-Romagna vanno oltre 15 milioni di euro per i due fondi

Oltre 11 milioni di euro (11 milioni 46mila) per la sanità penitenziaria e più di 4 (4 milioni 57mila) per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari: sono le risorse destinate all’Emilia-Romagna dalla Conferenza unificata, che a Roma ha stabilito la ripartizione tra le Regioni dei fondi destinati a questi settori. Fondi che, a livello nazionale, mettono in campo rispettivamente 165 e 55 milioni di euro.

Le risorse per la sanità penitenziaria sono dovute alle Regioni in virtù del trasferimento al Servizio sanitario nazionale di tutte le funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle attrezzature e dei beni strumentali afferenti alla sanità penitenziaria. Quest’anno il riparto è stato fondato su una quota indistinta calcolata per il 65% sulla base della incidenza del numero dei detenuti adulti e del numero dei minori in carico ai servizi della giustizia minorile, e per il restante 35% sulla base degli ingressi da situazioni di libertà di detenuti adulti e dei minori. Il fondo rappresenta una spesa obbligatoria per garantire i livelli essenziali di assistenza in ambito penitenziario.

L’altro fondo serve invece a completare il processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, compresi gli oneri legati all’assunzione di personale qualificato da dedicare alle terapie riabilitative necessarie per il recupero e il reinserimento sociale dei pazienti provenienti proprio dagli Opg. Il riparto è stato calcolato unicamente sulla base della popolazione maggiorenne residente.

L’Emilia-Romagna è stata tra le prime regioni italiane in grado di ospitare in strutture alternative i pazienti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari. L’1 aprile 2015, come previsto dalla legge, la Regione ha aperto due Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Bologna e di Casale Mezzani (Parma), consentendo la dimissione di tutti i ricoverati negli Opg, mentre sono in corso i lavori per la nuova residenza di Reggio Emilia.

Il Piano sociale e sanitario 2017-2019 della Regione Emilia-Romagna, approvato lo scorso 12 luglio, prevede azioni specifiche riferite ai percorsi di cura e di reinserimento sociale per le persone ospitate nelle Rems (Residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza). In particolare, interventi da realizzare da parte del sistema Regione-Enti locali, con la definizione di obiettivi e azioni e il dettaglio dei destinatari, oltre che gli indicatori per la misurazione del risultato. Per quanto riguarda la “Promozione della salute in carcere, umanizzazione della pena e reinserimento delle persone in esecuzione penale”, tra le altre azioni vengono richiamate quelle relative allo sviluppo dei percorsi di cura e reinserimento sociale per le persone ospitate nelle Rems, dalla definizione dei Programmi clinico-assistenziali per ogni detenuto alle attività di promozione di promozione di sani stili di vita.

 

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Pubblicato il 17/11/2017 — ultima modifica 17/11/2017
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