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Rapporto Unicef sullo sviluppo della prima infanzia: Italia promossa

Il documento rivela che l'Italia è tra i soli 15 stati al mondo che prevedono e attuano le tre politiche nazionali di base per aiutare a garantire ai genitori il tempo e le risorse di cui hanno bisogno al fine di supportare un sano sviluppo cerebrale dei propri figli

Il nuovo rapporto dell’Unicef Early Moments Matter for Every Child (I primi momenti sono decisivi per ogni bambino) sottolinea che investire oggi nei primi anni di vita dei bambini favorisce nel futuro traguardi significativi a livello economico.

Ma rivela anche che solo 15 Stati al mondo, tra cui l’Italia, hanno le tre politiche nazionali di base che aiutano a garantire ai genitori il tempo e le risorse di cui hanno bisogno per supportare un sano sviluppo cerebrale dei propri bambini: due anni di istruzione prescolare gratuiti, il congedo per allattamento pagato per i primi sei mesi di vita del bambino, sei mesi di maternità e un mese di paternità retribuiti. 
Secondo il rapporto altri 32 Stati, nei quali vive un bambino su 8 di tutti i bambini del mondo con meno di 5 anni, non possiedono nessuna delle tre politiche nazionali di base sopracitate.

«Queste politiche – spiega l’Unicef - aiutano i genitori a proteggere meglio i propri bambini e a garantire loro una migliore nutrizione, esperienze di gioco e di apprendimento precoce durante il primo anno cruciale di vita, quando il cervello cresce ad un ritmo senza pari nella vita».

Oltre all’Italia, i Paesi che hanno tutte e tre le politiche sono: Bielorussia, Bulgaria, Cuba, Francia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Federazione Russa, San Marino, Svezia, Turkmenistan e Ucraina. Questi, invece, alcuni dei Paesi che non hanno nessuna delle tre politiche: Algeria, Australia, Bangladesh, Bosnia ed Erzegovina, Gambia, Kenya, Liberia, Malawi, Malesia, Namibia, Sud Africa, Uganda, Stati Uniti, Yemen e Zambia.

Altri dati del rapporto rivelano che la scarsa nutrizione, ambienti non salutari e malattie hanno contribuito, a livello globale, all’arresto della crescita di 155 milioni di bambini sotto i 5 anni, privando i loro corpi e il loro cervello della possibilità di svilupparsi e raggiungere il loro pieno potenziale.

Un quarto di tutti i bambini tra i 2 e i 4 anni in 64 Paesi, inoltre, non partecipa ad attività fondamentali per lo sviluppo cerebrale come giochi, canti e lettura, e circa 300 milioni di bambini in tutto il mondo vivono in zone dove l’aria è tossica.

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Pubblicato il 10/10/2017 — ultima modifica 10/10/2017
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