lunedì 16.07.2018
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Loredana Ligabue: “Il valore del caregiver familiare nel nuovo orizzonte del welfare”

Partecipato confronto a Bologna: in primo piano le voci dei caregiver, le riflessioni, le esperienze e le proposte a partire dall’innovativo percorso della Regione Emilia-Romagna

“Una giornata molto positiva, caratterizzata da un’alta partecipazione, sia da parte delle espressioni associative che dei caregiver familiari. E un’estrema sintonia negli interventi. Con la consapevolezza che per un nuovo orizzonte del welfare occorrono il pieno riconoscimento del valore e del ruolo del caregiver familiare e una legge compiuta nella prossima legislatura”.

Così Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa "Anziani e non solo" di Carpi e segretaria dell’associazione CARER, che raccoglie i caregiver dell’Emilia-Romagna, sintetizza la recente giornata di Bologna dedicata a “La cura al centro”. L’evento, finalizzato a promuovere una riflessione ed un confronto sul valore sociale della cura  e a implementare politiche ed interventi di valorizzazione e sostegno dei familiari che assistono propri cari in situazione di disabilità o non autosufficienza, ha visto alternarsi le testimonianze dei caregiver a riflessioni, esperienze, proposte in ambito regionale e nazionale.

L’incontro ha assunto particolare rilievo anche in relazione alla recente istituzione, nell’ambito della Legge di bilancio, di un fondo nazionale per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare: uno stanziamento di 60 milioni di euro dal 2018 al 2020 finalizzati a “la copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare”.

Loredana Ligabue ha ripercorso l’esperienza emiliano-romagnola, “dall’invisibilità ai diritti”, ricordando il cammino e i risultati della legge regionale che l’Emilia-Romagna – prima in Italia – ha approvato nel 2014 per il riconoscimento dell’attività di cura e di assistenza all’interno delle famiglie nei confronti di persone malate, disabili o anziane. 

Ligabue, una delle ispiratrici della LR 2/2014,  è tra quanti si battono con maggiore tenacia per lo sviluppo e l’implemento dei servizi a supporto dei caregiver familiari, “figure oggi sempre più fondamentali. Il caregiver familiare è un componente della famiglia o un amico convivente che si prende cura di un altro componente che ha bisogno di supporto per le funzioni di vita quotidiane. E’ una realtà ancora difficile da percepire, anche perché il linguaggio non aiuta. Per questo è una figura che ha necessità di riconoscimento giuridico, cosa che la Regione Emilia-Romagna ha fatto per prima”.

“Dall’incontro di Bologna – sottolinea ancora Ligabue – è emerso con forza l’importanza del rapporto tra caregiver e operatori dei servizi come focus di un’alleanza assolutamente insostituibile e improcrastinabile. Insostituibile perché il ruolo dei familiari non può essere assolutamente sostituito da quello dell’operatore. Improcrastinabile perché, nell’odierno contesto del welfare, i servizi non possono essere completamente autonomi”. “E’ dunque indispensabile il riconoscimento e il rispetto dei ruoli, all’interno di un ‘patto di cura’ volto alla salvaguardia della qualità della vita. A fianco dei servizi è fondamentale un’azione di welfare partecipato, dove il valore della cura diventa valore di cittadinanza. Ogni soggetto interessato deve agire in modo responsabile e partecipato, perché il percorso della cura è quello della vita”.

Ligabue, nel tracciare il percorso dell’Emilia-Romagna e di una legge regionale assolutamente innovativa - che ha portato all’identificazione giuridica del caregiver familiare; al riconoscimento del diritto ad avere una serie di servizi importanti: informazione, ascolto pieno, interazione con i servizi territoriali; al riconoscimento della possibilità di avvalersi di opportunità formative e delle competenze acquisite nel dare cura - ha quindi sottolineato il rilievo delle nuove politiche messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna, a partire dal Piano socio-sanitario, che prevede una azione specifica di valorizzazione e sostegno dei caregiver famigliari.

“Si è molto parlato anche del tema delle disuguaglianze del sistema – conclude Ligabue – e della necessità sempre più urgente del riconoscimento del diritto alla cura come valore nazionale. Serve dunque una legge, nella prossima legislatura, che definisca pienamente i contorni del nuovo orizzonte del sistema di welfare”.    

 

 

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Pubblicato il 22/01/2018 — ultima modifica 22/01/2018
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