martedì 14.08.2018
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Residenti, lavoro, scuola: il 18° report della Regione sui migranti

Dati, considerazioni, statistiche, tabelle. E’ disponibile il diciottesimo volume a cura dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno migratorio. Il modello di accoglienza dell’Emilia-Romagna

“In questi anni abbiamo vissuto momenti difficili e inediti nella storia della migrazione in Italia e in Emilia-Romagna. La Regione è stata chiamata a una collaborazione inter-istituzionale con le Autorità Statali e i Comuni per la gestione di uno straordinario afflusso di richiedenti asilo e profughi nel 2017. E’ stata, ed è tuttora, una sfida molto importante e strutturale e per le nostre comunità. La stiamo affrontando in modo responsabile attraverso un modello di accoglienza diffusa e sicura sul territorio. Lo abbiamo fatto cercando di evitare il più possibile grandi strutture di permanenza dei richiedenti asilo, realizzando un’accoglienza legale e programmata con tutti i Comuni e garantendo sicurezza e protezione alle comunità che hanno accolto”.

Così la vicepresidente e assessore al welfare, Elisabetta Gualmini, nell’introduzione al diciottesimo Volume a cura dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno migratorio. . Un report approfondito che, con l’aiuto di dati e tabelle sintetiche, rappresenta una fonte affidabile di conoscenza e di lettura multidimensionale e settoriale del fenomeno. Un documento unico nel panorama regionale a disposizione di quanti si occupano o sono interessati al tema (enti locali, associazioni, cittadini, strutture periferiche dello Stato, sindacati, associazioni datoriali del lavoro, ecc..) per contribuire alla costruzione di politiche ed interventi efficaci ed inclusivi.

I cittadini stranieri residenti in regione e gli iscritti ai servizi educativi

I cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna al 1° gennaio 2017 sono stati 531.028, pari all’11,9% della popolazione complessiva. In regione l’incidenza percentuale è andata via via rafforzatasi almeno fino al 2015 e poi è risultata in leggero rallentamento.

L’Emilia-Romagna si conferma prima regione in Italia per incidenza di residenti stranieri sul totale della popolazione residente, davanti alla Lombardia (il dato medio nazionale è dell’8,3%).

Il nostro territorio è quindi caratterizzato da un’elevata incidenza di bambini stranieri nei servizi educativi per l’infanzia. In termini assoluti, nell’anno scolastico 2016/2017, sono oltre 3.500 i bambini stranieri iscritti ai servizi educativi per l’infanzia dell’Emilia-Romagna.

Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, nell’anno scolastico 2016/17 gli studenti stranieri presenti in Emilia-Romagna sono stati 98.035. Si evidenzia un aumento di 1.822 unità rispetto al precedente anno scolastico che corrisponde percentualmente al +1,9%.

I dati relativi al mercato del lavoro

Nel 2016, la rilevazione dell’Istat ha registrato 43mila disoccupati stranieri, il 29,6% del complesso, Il tasso di occupazione è pari al 61,7%, inferiore a quello complessivo di 6,7 punti, come pure inferiore è quello femminile, 50,9%, mentre quello maschile, 74,9%, è superiore di due decimi di punto percentuale.

Al contrario, il tasso di disoccupazione risulta più alto, oltre il doppio del livello relativo a tutta la popolazione, nel complesso pari a 14,4%, con le femmine al 17,3% ed i maschi all’11,8%.

Per entrare maggiormente nel dettaglio dell’occupazione dei cittadini stranieri si può fare riferimento ai dati Inail, da cui emerge che in Emilia-Romagna nel 2016 sono 1.527.111 le persone occupate come dipendenti, dei quali 318.431, pari al 20,9%, provenienti da paesi stranieri.

A fine 2016 il complesso delle imprese straniere (comprensive delle società di capitali e di persone, individuali e altre forme societarie) è di 45.803 pari al 11,2% di tutte le imprese attive. Il dato è sempre in crescita e - rispetto a fine 2015 – è aumentato del 2,7% (+1.221 aziende).

Abitare: alloggi di edilizia residenziale pubblica

La Regione Emilia-Romagna attraverso la promozione e l’attuazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica ha provveduto alla costruzione di nuovi alloggi e al recupero del patrimonio esistente con l’obiettivo di aumentare l’offerta di alloggi dignitosi a canoni sostenibili e soddisfare la domanda di servizi abitativi da parte dei soggetti meno abbienti.

Dall’attività di monitoraggio condotta sul totale delle assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti dalle Acer risulta che a fine 2016 gli alloggi occupati sono 50.053.

Le assegnazioni sono così suddivise: a cittadini italiani 41.405 pari all’82,7%, a cittadini stranieri (comunitari ed extracomunitari) 8.422 pari al 16,8% degli alloggi occupati.

A fine 2015 i minori e le loro famiglie assistiti dai servizi sociali sono stati 55.980, (sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente). Di questi 27.124, pari al 48,5%, sono di cittadinanza straniera. Tale percentuale, cresciuta rispetto al 2008 di quasi 7 punti percentuali, risulta in aumento perché legata alla situazione di impoverimento generale, in primo luogo delle famiglie con figli e, fra queste, di quelle di origine straniera.

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Pubblicato il 18/06/2018 — ultima modifica 20/06/2018
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