lunedì 22.10.2018
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Stabilizzazione dei migranti nel Bolognese, “il processo è maturo”

E’ quanto evidenzia l’analisi dei dati dei nuovi rapporti su “La presenza dei cittadini migranti nelle aree metropolitane” curati dalla Direzione generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Bologna è la sesta città metropolitana per numero di cittadini non comunitari presenti al 1° gennaio 2017, con 84.586 regolarmente soggiornanti (il 2,3% del totale nazionale), provenienti principalmente da Marocco (16,3%), Pakistan (8,8%) e Albania (8,7%). Sensibilmente superiore alla media nazionale l’incidenza dei residenti extra UE sul totale dei residenti: 8,5% contro 5,6%. E’ quanto riporta la sintesi del rapporto “La presenza dei migranti nelle aree metropolitane” della Direzione generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che riassume: “I dati restituiscono il quadro di un processo di stabilizzazione dei migranti nella città metropolitana di Bologna piuttosto maturo”.

Tanti minori e famiglie

Infatti, la maggior parte dei regolarmente presenti nell’area in esame (60%) è titolare di un permesso di soggiorno UE di lungo periodo, tanto che Bologna risulta terza, tra le città metropolitane, per incidenza dei lungosoggiornanti. Al 1° gennaio 2017, tra i permessi di soggiorno soggetti a rinnovo prevalgono i motivi familiari, che hanno un’incidenza del 48% (a fronte del 42,1% rilevato su scala nazionale), mentre è stato rilasciato per motivi di lavoro il 31,9% dei titoli di soggiorno (a fronte del 37,6% registrato complessivamente in Italia). I minori rappresentano la classe prevalente di età tra i cittadini non comunitari presenti nell’area in esame, con un’incidenza del 22,4%, ad indicare un’elevata presenza di nuclei familiari. Sono 17.358 gli alunni di cittadinanza extra UE inseriti nel circuito scolastico nell’anno scolastico 2016/2017, pari al 2,7% degli alunni non comunitari presenti in Italia; la scuola primaria si conferma ordine scolastico più frequentato dagli alunni originari di Paesi terzi, in linea con il dato rilevato su scala nazionale (36,5%, a fronte di 36,7%).

In riferimento all’istruzione universitaria, i 5.602 studenti stranieri iscritti presso atenei della città metropolitana di Bologna rappresentano oltre il 7,2% della popolazione accademica straniera in Italia e circa il 7% della popolazione universitaria complessiva. 

Complessivamente sono 4.269 i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti nella città metropolitana di Bologna per Asilo/Richiesta asilo/protezione umanitaria (il 2,2% del totale nazionale). Tra il 2016 ed il 2017 il numero di soggiornanti per una forma di protezione internazionale presenti in Italia è aumentato del 27%; similmente, nella città metropolitana di Bologna, al 1° gennaio 2017 il numero di titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari è aumentato del 43,4%.

L'occupazione

I cittadini provenienti da Paesi Terzi rappresentano il 9,8% degli occupati dell’area in esame. Un’analisi dei principali indicatori del mercato del lavoro restituisce un quadro parzialmente positivo: il tasso di occupazione della popolazione non comunitaria (62,4%) risulta superiore a quello rilevato a livello nazionale (57,8%), ma inferiore a quello rilevato localmente sulla sola popolazione di cittadinanza italiana (72,8%); analogamente, il tasso di disoccupazione (12%) risulta superiore a quello relativo ai lavoratori italiani nella stessa area (4%), ma inferiore a quanto rilevato su scala nazionale per i cittadini provenienti da Paesi Terzi (16%).

Il terziario risulta il settore prevalente di impiego per gli occupati provenienti da Paesi Terzi, con un’incidenza lievemente inferiore a quella registrata complessivamente in Italia (65,7%, a fronte di 67,9%).  Un approfondimento sulle caratteristiche del lavoro svolto dai cittadini non comunitari mette in luce, come rilevato anche a livello nazionale, che la popolazione proveniente da Paesi terzi risponde ad una domanda di lavoro relativa a mansioni non qualificate e scarsamente retribuite. Circa il 40% dei cittadini extra europei occupati nella città metropolitana di Bologna svolge, infatti, un lavoro manuale non qualificato, in linea con quanto rilevato su scala nazionale, mentre, con riferimento alle retribuzioni, il 43,3% degli occupati dipendenti non comunitari percepisce tra gli 800 ed i 1.200 euro mensili (a fronte del 35,7% nazionale).

A conferma della forte segmentazione dell’occupazione non comunitaria e dello schiacciamento verso mansioni non qualificate e scarsamente retribuite, la classifica delle qualifiche che hanno una maggiore incidenza tra le assunzioni di cittadini non comunitari nell’area metropolitana di Bologna (complessivamente 25.144 nel 2016) vede al primo posto addetti all’assistenza personale (11,4%), seguiti da braccianti agricoli (9,9%) e da facchini, addetti allo spostamento merci (8,1%). 

L’area metropolitana di Bologna risulta quinta – tra le città metropolitane – per incidenza delle imprese a titolarità non comunitaria: i 6.249 titolari di imprese individuali di cittadinanza non comunitaria, operanti principalmente nel commercio (32,6%) e nell’edilizia (25,3%), rappresentano il 13% del totale degli imprenditori individuali dell’area bolognese.  Bologna si colloca in sesta posizione tra le città metropolitane per denaro inviato all’estero dal nostro Paese, con 106,7 milioni di euro (pari al 2,6% del totale nazionale), inviati principalmente in Bangladesh (18,6%), Pakistan (16,2%) e Filippine (9,5%). Benché le rimesse inviate complessivamente dall’Italia abbiano conosciuto una riduzione nell’ultimo anno, la città metropolitana di Bologna ha visto incrementare i flussi di denaro in uscita del 6%.

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Pubblicato il 20/05/2018 — ultima modifica 20/05/2018
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