mercoledì 18.07.2018
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Anziani, condividere gli spazi domestici per reciproco aiuto

"Abitare Solidale" è un progetto pensato, non solo per gli anziani, da Auser Bologna e rivolto sia a chi ha una camera da letto in più da mettere a disposizione sia a chi ha bisogno di un alloggio temporaneo per una momentanea necessità

Chi vive solo in un appartamento diventato troppo grande dopo che i figli se ne sono andati e ha bisogno di dividere con qualcuno le spese delle utenze e le piccole incombenze della vita quotidiana, o anche soltanto di avere un po' di compagnia, può provare ad aderire al progetto "Abitare Solidale" realizzato dall'associazione di volontariato Auser Bologna con il contributo della Fondazione Del Monte.

Il progetto è rivolto in prevalenza agli anziani, ma non solo, che desiderano condividere il proprio spazio abitativo in una nuova dimensione, ospitando qualcuno che si trova in una situazione di temporanea fragilità sociale ed economica in un'ottica di reciproco aiuto e solidarietà. L'ospitalità viene ripagata con un piccolo contributo economico o semplicemente con un aiuto materiale nella gestione della casa o nell'assistenza.

Auser, grazie anche alla collaborazione con il Servizio Sociale Territoriale del Comune di Bologna, proverà a creare nuovi contatti tra soggetti potenzialmente lontani.

La sfida più grande che "Abitare Sociale" pone è quella di far funzionare al meglio le convivenze, e per fare questo, una volta individuate le disponibilità da entrambi i lati, si inizierà un percorso di conoscenza reciproca tra ospiti e ospitanti, per selezionare al meglio, in base alle compatibilità, le coabitazioni. A questa fase seguirà una sperimentazione della durata di circa 30 giorni e, solo successivamente, sarà ufficializzato il rapporto di coabitazione attraverso un comodato d'uso gratuito.

Il progetto riceverà dal Comune di Bologna un finanziamento di 10 mila euro a parziale copertura delle spese.

"Un progetto talmente moderno che è antico - afferma l'assessore alla Casa e all'Emergenza abitativa Virginia Gieri - che mi ha colpito perché ripropone in chiave innovativa quello che già a inizio '900 o anche prima accadeva normalmente in tutte le case: chi aveva più spazio accoglieva chi, parente o no, per un lutto o per altri motivi, si trovava senza un posto dove andare".

"Questo - aggiunge l'assessore al Welfare Giuliano Barigazzi - è un tassello molto importante che si inserisce all'interno di un community welfare, un welfare collaborativo che, grazie anche al terzo settore è in grado di rispondere a situazioni di fragilità che non vengono sempre intercettate dai servizi sociali perché non così marginali. Un'opportunità quindi che si va ad integrare agli altri servizi che l'Amministrazione già offre nell'ambito delle politiche abitative".

Per dare la propria disponibilità a ospitare o per segnalare possibili ospiti ci si può rivolgere all'associazione Auser e ai Servizi Sociali Territoriali del Comune di Bologna.

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Pubblicato il 17/03/2018 — ultima modifica 19/03/2018
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