giovedì 24.05.2018
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Cohousing, inaugurata L'Oasi dove vivono insieme persone disabili

Il progetto di Asl, Asp e Comune di Bologna offre opportunità abitative in grado di valorizzare l'autonomia delle persone con disabilità garantendo pari opportunità, dignità e riservatezza

La formula del cohousing applicata alle esigenze di persone con disabilità che hanno scelto di abitare nella stessa palazzina, ciascuno nel proprio monolocale, ma con i servizi in comune in modo da collaborare gli uni con gli altri secondo le proprie possibilità. Sono persone adulte, spesso senza alcun altro sostegno familiare, seguite dai servizi socio-sanitari quelle che abitano da pochi giorni negli appartamenti di via Barozzi 7, nei pressi della stazione centrale di Bologna.

La palazzina dove è nato il cohousing L'Oasi è stata messa a disposizione da Asp Città di Bologna, che ha realizzato il progetto in collaborazione con Asl e Comune di Bologna per offrire percorsi di vita indipendente alle persone con disabilità e opportunità abitative in grado di valorizzarne l'autonomia garantendo loro pari opportunità, dignità e riservatezza.

Il progetto gestito da Aias

Il progetto di cohousing si avvale del supporto educativo di Aias (Associazione Italiana Assistenza Spastici), soggetto gestore con grande esperienza appositamente selezionato dall’Azienda Usl. Aias avrà soprattutto il compito di mettere insieme le risorse e i bisogni delle diverse persone che hanno scelto questo percorso, prospettando ed agendo soluzioni personalizzate e promuovendo percorsi virtuosi per tutti i soggetti coinvolti. L'intento di  è quello di promuovere una convivenza stabile nel tempo tra persone con disabilità, in una esperienza abitativa improntata a criteri di ottimizzazione delle risorse assistenziali nonché di quelle ambientali ed energetiche.

“Cohousing”  significa dunque vivere insieme, usando spazi propri (il proprio appartamento), ma anche locali comuni a piano terra (in corso di predisposizione), condividendo momenti di socialità, sperimentando il reciproco aiuto e una vita autonoma, dopo alcuni anni di percorsi di vita anche comunitari o di transizione abitativa.

Alcune di queste persone lavorano, e quindi hanno un reddito, altre un assegno di accompagnamento/pensione. Devono sostenere il pagamento dell’affitto (a canone concordato), delle utenze, e  di quanto altro necessario per la propria vita, ricorrendo anche all’aiuto/sostegno di altre realtà del territorio che collaboreranno con Aias (responsabile del progetto “sociale” più complessivo) e che fanno parte del tessuto sociale del Quartiere Santo Stefano dove insiste la struttura.

Una vita autonoma per le persone più fragili

L’Oasi è una nuova esperienza nella direzione già avviata da Asp con il cohousing per giovani “Porto 15”, inaugurato a settembre 2017, e nei progetti dedicati alle persone disabili da altri soggetti cittadini (si pensi alle esperienze cittadine della Fondazione Dopo di Noi).

L’idea che sottende questo, come altri progetti, è quella dell’integrazione nel tessuto cittadino delle persone più fragili, che attraverso il sostegno dei servizi, delle Associazioni del terzo settore, ma soprattutto della comunità, possono sperimentare percorsi di vita autonoma ed indipendente, facendo leva sulle proprie risorse personali e non su logiche di assistenzialismo e istituzionalizzazione.

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Pubblicato il 04/03/2018 — ultima modifica 04/03/2018
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