giovedì 19.04.2018
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Quasi 900 mila persone in Italia beneficiano di misure di contrasto alla povertà

Raggiunte 251.000 famiglie, circa il 50 per cento della platea obiettivo secondo il presidente Inps Tito Boeri. Sette su dieci dei beneficiari sono al Sud. Più contenuto il numero dei nuclei percettori di Rei e Sia in Emilia-Romagna dove esiste un sostegno regionale come il Res

Le persone beneficiate da misure di contrasto alla povertà sono state nel primo trimestre 2018 quasi 900 mila e 7 su 10 dei beneficiari risiedono al Sud. E' quanto si legge nell'Osservatorio statistico sul reddito di inclusione presentato dall'Inps e dal Ministero del Lavoro secondo il quale sono stati coinvolti dal Rei (Reddito di inclusione) 316.693 persone (in 110 mila famiglie) mentre altre 47.868 persone (in 119 mila famiglie) sono state interessate dal Sia (il sostegno di inclusione attiva).

"Cumulando il Sia, il Rei e le misure regionali di contrasto alla povertà - ha spiegato il presidente Inps, Tito Boeri - abbiamo raggiunto quasi 900 mila persone. Possiamo dire che in Italia un reddito minimo c'è". Boeri ha spiegato che sono state raggiunte "251 mila famiglie" per un totale di 870 mila componenti. "Siamo intorno al 50% della platea obiettivo. E' un risultato importante".

Il 73% dei nuclei percettori di Sia e Rei è una famiglia con almeno tre componenti ma l'11% è una famiglia con un solo componente. Se si guarda al solo Rei, il 23% dei nuclei percettori (110 mila nel complesso) è composto da un solo componente, in gran parte dei casi un over 55 disoccupato.

Gli importi medi mensili per le famiglie sono di 297 euro per il Rei e di 244 euro per il Sia (119 mila famiglie).

La stragrande maggioranza delle famiglie che hanno ottenuto il Rei (ma anche in precedenza il Sia) sono residenti al Sud. In pratica sette su 10 tra i beneficiari di questi strumenti sono nel Mezzogiorno. Per il Rei sono residenti al Sud 79.723 famiglie su 110.138 complessive (il 72,4%) con un importo medio di Rei di 309 euro contro i 256 del Nord. Per il Sia la percentuale di nuclei residenti al Sud e' del 69,6% (83.004 su 119.226).

I beneficiari fino a giugno sono nuclei con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne) o con una donna in stato di gravidanza o con un over 55 disoccupato. Dal 1° luglio il Rei diventa universale. Le famiglie beneficiarie potenziali del Rei, in sede di prima applicazione, sono circa 500 mila, di cui 420 mila con minori (quelle che possono chiederlo ma non è detto che lo facciano). Da luglio potranno crescere a oltre 700 mila. La platea potenziale del Rei è ora di 1,8 milioni di persone (da luglio passerà a quasi 2,5 milioni), di cui 700 mila minori. Il sussidio può durare al massimo 18 mesi e bisogna aspettare sei mesi dall'ultima erogazione prima di poterlo chiedere di nuovo.

Alcune regioni come l’Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Puglia hanno registrato un numero di nuclei percettori che allo stato attuale è relativamente contenuto in virtù della presenza di misure regionali integrative del Rei come il Res e che l’integrazione applicativa delle misure regionali e nazionali è in corso di completamento.

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Pubblicato il 30/03/2018 — ultima modifica 30/03/2018
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