martedì 20.11.2018
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Carta di Roma, per i giornalisti nuove linee guida contro l’intolleranza verso i migranti

A dieci anni dalla sua nascita, il codice deontologico è stato aggiornato per arginare il linguaggio d’odio, contrastare l’informazione fuorviante o faziosa sui temi dell’immigrazione e fare uso di un linguaggio corretto quando si parla di migranti, rifugiati e richiedenti asilo

Usare le parole giuste non è solo una forma di rispetto nei confronti di chi si parla, ma anche un esercizio di democrazia che permette ai cittadini di ricevere un’informazione corretta, priva di inutili allarmismi e libera dalle ideologie. Per questo l’associazione Carta di Roma ha messo mano per la terza volta in dieci anni alle linee guida rivolte agli operatori dell’informazione per fornire loro uno strumento di lavoro utile quando si affrontano i temi dell’immigrazione e dell’asilo.

Parole come ad esempio “clandestino”, “invasione”, “buonismo” andrebbero usate con parsimonia e con cognizione di causa, soltanto quando fotografano la realtà e non sono il frutto del pregiudizio di chi parla o scrive. “Le parole scritte o parlate sono lo strumento dei giornalisti, la mediazione tra fonte e, oggi non più lettore, ma utente multimediale la loro missione, il rispetto della verità la modalità irrinunciabile”, scrive il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna nella prefazione. “Spetta, dunque, anche ai giornalisti dare esecuzione ai valori sanciti dalla Costituzione  - gli fa eco il presidente della Federazione nazionale della stampa Giuseppe Giulietti nell’introduzione - e contrastare chi usa le parole come pietre, chi vuole cancellare differenze e diversità, chi confonde la libertà di informazione con la pretesa di poter diffamare e infangare gli esseri umani, a partire dai più deboli, dai più indifesi a cominciare dai migranti, dai profughi, da coloro che chiedono asilo politico perché scappano da guerre, fame e terrore”. E chiosa Valerio Cataldi, presidente dell’associazione Carta di Roma: “È necessario ed urgente riportare in primo piano parole chiave come rispetto, verità e giustizia per arginare il dilagare dell‘intolleranza che si nutre di false notizie che si nutrono di odio, in un circolo perverso e devastante”.

Usare le parole giuste

Il primo principio della Carta di Roma riguarda proprio la terminologia e sostiene che occorre “usare termini giuridicamente appropriati sempre al fine di restituire al lettore e all’utente la massima aderenza alla realtà dei fatti, evitando l’uso di termini impropri”. Il codice deontologico contiene anche un glossario per permettere di utilizzare il termine adeguato in ogni specifica situazione quando si parla di status dei migranti e di accoglienza (per esempio per distinguere tra respingimento, rimpatrio ed espulsione).

Nell’ultimo anno e mezzo le operazioni di ricerca e soccorso in mare dei migranti sono state uno dei temi principali nel dibattito politico, mediatico e pubblico. Questo argomento è direttamente collegato alle politiche nazionali ed europee in materia di migrazione e, più o meno indirettamente, alle politiche di sicurezza. “Per tale ragione – raccomandano le nuove linee guida - la narrazione giornalistica che vi si produce attorno richiede massima cautela”. La stessa attenzione va posta quando si parla di religione - nello specifico di islam, musulmani, terrorismo di matrice islamica, Califfato e Daesh – e di etnie come rom e sinti.

Allarmi sanitari e fake news

Nel mirino di Carta di Roma anche i recenti allarmi sanitari diffusi in modo immotivato o strumentale con titoli del tutto inappropriati come “la lebbra sbarca in Sicilia” o “dopo la miseria portano le malattie”. Poi c’è il capitolo fake news, che radicano nella popolazione informazioni sbagliate e pregiudizi, con titoli come “agli immigrati paghiamo i corsi di calcio”, “gli immigrati e i profughi prendono 35 euro al giorno” e così via. Anche per non diventare funzionali al razzismo e all’hate speech, il linguaggio d’odio, chi fa informazione deve utilizzare i dati in modo corretto, contestualizzare la notizia, utilizzare fonti verificate e non faziose.

La sintesi la fa il giornalista Giovanni Maria Bellu ex-Presidente della Associazione Carta di Roma: “Per seguire le regole della Carta di Roma, non è necessario amare gli immigrati, è sufficiente amare il giornalismo e avere, della sua funzione, l’idea che ci è stata insegnata nelle scuole, nelle università e nelle redazioni: il mestiere di chi racconta la realtà in modo tale da consentire alla cittadinanza di conoscerla e di formarsi un’opinione”.

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Pubblicato il 21/10/2018 — ultima modifica 21/10/2018
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