Alza la voce contro le discriminazioni. Al via la campagna regionale
11 ottobre 2011 – On-line su E-R Sociale e Youtube gli spot video e audio prodotti dalla Regione e realizzati dalla Rete Mier
Bologna, 11 ottobre 2011 – “La discriminazione non è un gioco”; “La discriminazione è come una porta sbattuta in faccia, un’ingiustizia”. “Non accettare in silenzio qualsiasi forma di discriminazione”. Questi i messaggi lanciati dalla nuova campagna antidiscriminazione prodotta della Regione Emilia-Romagna (assessorato alle Politiche sociali) e realizzata dalla Rete Mier - Media interculturali Emilia-Romagna, per sensibilizzare i cittadini contro discriminazione e razzismo.
Per l’occasione sono stati realizzati due spot video e uno radiofonico, disponibili on-line sul sito E-R Sociale e su Youtube. Gli spot invitano tutti, non solo le vittime ma chiunque assista a episodi di razzismo e discriminazione, a segnalarli al Numero Verde regionale 800 662200.
“Abbiamo un impegno importante, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni: costruire una società aperta e realmente accogliente, dove ci sia spazio per tutti”, commenta l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi. “Per questo è fondamentale vivere diversità e differenze senza paure e preconcetti, in modo tale che diventino una risorsa in più. Non solo: bisogna imparare ad alzare la voce di fronte a episodi discriminatori e a sostenere chi ne è ingiustamente vittima. Questo è lo spirito che ci ha portato a produrre gli spot e, prima ancora, ad avviare la costruzione del Centro regionale contro le discriminazioni”.
Gli spot
Tre i prodotti realizzati da Regione e Mier nell’ambito della nuova campagna. Lo spot video “Vengo anch’io” si ispira alla celebre canzone di Enzo Jannacci ed è
ambientato in una classe delle elementari. Un gruppo di bambini in girotondo canta “Vengo anch’io”. Ma tre di loro sono fuori dal cerchio e cercano di partecipare al gioco e alla canzone. I compagni li escludono e rispondono “No tu no!”. L’ultima bambina allora chiede “Ma perché?”. "La discriminazione non è un gioco”, dice la voce fuori campo. “Se sei testimone o vittima di una discriminazione rivolgiti alla rete regionale contro le discriminazioni”.
Anche il secondo spot video, intitolato “Tema: la discriminazione”, è ambientato a scuola. La maestra propone ai bambini un tema su questo difficile argomento chiedendo loro di spiegare cos’è la discriminazione. A un bambino viene in mente un episodio a cui ha assistito lungo le scale del suo condominio: un gruppo di persone entrano in un appartamento, ma all’ultima donna viene chiusa la porta in faccia. “Discriminare è contro la legge”, riflette il bambino. “La discriminazione è come una porta sbattuta in faccia, un’ingiustizia”.
Lo spot audio ripropone invece le frasi di protagonisti della storia della non violenza e maestri della tolleranza: sono le voci di Martin Luther King, Ghandi, Aung San Suu Kyi, Nelson Mandela. “Donne e uomini che hanno alzato la voce contro ogni discriminazione”, recita lo spot. “Alza anche la tua. Puoi fare la storia. Non accettare in silenzio qualsiasi forma di discriminazione”.
Il Centro regionale contro le discriminazioni
Sono in tutto 214, tra nodi, sportelli e “antenne”. È il Centro regionale contro le discriminazioni, il cui processo di costruzione è stato avviato nel 2008. Il Centro è una vera e propria rete su tutto il territorio, con sportelli già operativi di Comuni, sindacati e sedi di associazioni che hanno deciso di includere la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni nelle attività già svolte.
Parallelamente alla costruzione e formalizzazione delle rete, sono stati organizzati corsi di aggiornamento di base per le figure incaricate da ciascun soggetto come referenti operativi dell’antidiscriminazione. Otto, finora, le edizioni del corso che hanno coinvolto circa 200 persone, la nona inizia il 12 ottobre. L’obiettivo è fornire un quadro di tipo sia teorico che concreto della discriminazione, approfondire gli strumenti di ascolto e di supporto necessari per accogliere una persona che è stata o si percepisce come vittima di discriminazione, fornire elementi per identificare e riconoscere la discriminazione, conoscere i riferimenti legislativi per orientare l’utente alla tutela dei propri diritti.

Le segnalazioni
Nel 2011, fino a oggi, sono state 48 le segnalazioni fatte al Centro: 19 nel 2008, 24 nel 2009, 29 nel 2010. Tra gli ambiti dove si sono verificati maggiormente episodi di discriminazione c’è il lavoro (con 15 casi nell’anno in corso) e l’accesso ai servizi (13 casi). Trentanove casi sono legati all’etnia, 4 alla disabilità, 3 al genere 2 all’orientamento sessuale. Diciannove casi sono stati gestiti a Ravenna, 6 a Reggio Emilia (altrettanti a Modena e Bologna), 4 a Parma, 3 a Rimini, 1 a Ferrare e 1 a Forlì-Cesena, 2 direttamente dalla Regione Emilia-Romagna.
Il Centro regionale contro le discriminazioni dell’Emilia-Romagna è stato il primo in Italia a sottoscrivere un accordo operativo con l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) del Dipartimento Pari Opportunità. Grazie a questo è stata avviata una stretta collaborazione per la gestione e il monitoraggio dei casi, la formazione, la promozione di iniziative di sensibilizzazione, la realizzazione di ricerche a approfondimenti anche attraverso la partecipazione congiunta a progetti europei.
