Assistenza agli anziani, 123mila badanti al lavoro in Emilia-Romagna

8 agosto 2011 – Un’indagine di Cna sul sostegno alla non autosufficienza: il 70% delle famiglie interessate ha bisogno di aiuto esterno

Bologna, 8 agosto 2011 – 123mila badanti e circa 500mila anziani con più di 75 anni presenti in Emilia-Romagna. Sono i numeri che emergono dall’indagine svolta Cna tra i suoi associati e relativa sull’assistenza alle persone non autosufficienti, in vista di un convegno che si terrà a ottobre sul tema.  Se da un lato l’invecchiamento della popolazione e le nuove esigenze delle famiglie rendono indispensabile il ruolo degli assistenti famigliari per la cura di un parente anziano, dall’altro, i tagli che hanno interessato la spesa socio-sanitaria disegnano per il futuro un quadro a tinte fosche, suscitando preoccupazione tra chi è interessato da vicino al problema, poiché il compito per le famiglie sarà ancora  più gravoso.

Dall’indagine è emerso che circa il 70% dei nuclei famigliari che ospitano un anziano non autosufficiente o una persona disabile hanno bisogno di un aiuto esterno in ogni giorno della settimana, per un totale che va dalle 20 alle 40 ore. Il 70% delle persone assistite è in gravi condizioni di salute, e il 45% di queste soffre di gravi disabilità psichiche.

Il 40% del campione analizzato ha dichiarato di ricorrere ad assistenti a domicilio, infermieri professionali e badanti con regolare contratto di lavoro; l’80% degli intervistati ha invece dichiarato di avvalersi di altre forme di aiuto, tra cui volontariato, familiari, assistenza non regolamentata.

I tagli alla spesa socio-sanitaria comporteranno così un’assunzione di maggiori responsabilità per le famiglie, in modo particolare per quelle che scelgono di occuparsi dei propri parenti anziani all’interno di casa, il cui numero è ora cresciuto. Genitori e figli, ma soprattutto le donne, sono le persone che fanno fronte alla situazione dei propri parenti disagiati. “In Emilia-Romagna nonostante  lo sforzo straordinario compiuto  con il Fondo regionale per la  non autosufficienza, resta rilevante  il carico per la famiglie, soprattutto per quelle che scelgono di tenere a casa gli anziani”, spiega Lalla Golfarelli, responsabile regionale politiche sociali della Cna.  È la  domiciliarità, infatti, il  pilastro del sistema: “Se cedesse – sottolinea - la pressione sulle  strutture residenziali, sulle lungodegenze, sul sistema ospedaliero,  diventerebbe insostenibile».

Se gli assegni di cura  e il contributo per le assistenti  familiari hanno riguardato quasi  30.000 famiglie, l’assegno di accompagnamento  va a più di 93mila ultra sessantacinquenni. La preoccupazione è che i tagli di spesa possano far degenerare il sistema, mettendo a rischio, secondo Golfarelli, proprio l’assistenza domiciliare per anziani e disabili.

08/08/2011 < archiviato sotto: , >
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