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Cnel, l'Emilia-Romagna tra le regioni più accoglienti per gli stranieri

16 febbraio 2012 - A rivelarlo è l'VIII Rapporto sugli Indici di integrazione degli immigrati, presentato stamattina

L'Emilia-Romagna si conferma tra le regioni italiane che offrono agli stranieri le migliori condizioni di inserimento socio-occupazionale e il più alto potenziale di integrazione. A rivelarlo è l'VIII Rapporto del Cnel sugli Indici di integrazione degli immigrati, sulla base delle elaborazioni effettuate a partire da dati raccolti nell'anno 2009.

Presentato questa mattina a Roma, il Rapporto misura il potenziale di integrazione di ciascun territorio, vale a dire quel complesso di pre-condizioni ritenute favorevoli all'innescarsi dei processi di integrazione, attraverso la combinazione di tre indici distinti, riguardanti attrattività territoriale, inserimento sociale e inserimento occupazionale. Il risultato è un indicatore sintetico, che colloca quest'anno l'Emilia-Romagna al quinto posto della graduatoria (punteggio 63,1), guidata dal Friuli Venezia Giulia: dopo il primato della precedente edizione, la nostra regione si conferma nella fascia d'intensità più alta. Per quanto riguarda le province, sono tre le emiliano-romagnole tra le prime dieci: Reggio Emilia, Rimini e Piacenza, rispettivamente al terzo, ottavo e nono posto.

Dalla valutazione delle caratteristiche di sfondo del contesto regionale - prodotta senza tenere conto delle politiche per l'integrazione effettivamente realizzate, né effettuando interviste di verifica agli stessi immigrati - complessivamente l'Emilia-Romagna conferma forti elementi di attrattività territoriale e ottimi risultati occupazionali, mentre sul versante dell'inserimento sociale sono emersi segnali di presunte criticità in ambito scolastico e relativamente alla tenuta dei permessi di soggiorno, anche in virtù dell'introduzione di nuovi indicatori statistici.

Scendendo nel dettaglio dei singoli indici, l'Emilia-Romagna (79 punti) passa dal secondo al terzo posto (preceduta da Lombardia e Veneto) per quanto riguarda l'attrattività territoriale, indicatore che tiene conto dell'incidenza (la percentuale degli stranieri sulla popolazione residente), della densità (stranieri per chilometro quadrato), della ricettività migratoria (stranieri che hanno spostato la propria residenza sul territorio), della stabilità (percentuale di minori tra la popolazione straniera) e dell'appartenenza familiare (percentuale di famiglie residenti con almeno un componente straniero). Tra le province, nei primi dieci posti ci sono Reggio Emilia (quarta) e Modena (nona).

Scivola a metà classifica l'Emilia-Romagna per quanto riguarda invece l'indice di inserimento sociale (56,7 punti), passando dal primo al tredicesimo posto. Su questo risultato incidono in particolare alcune novità relative ai sottoindicatori utilizzati. Se migliorano i dati relativi ad accesso alla casa e alle famiglie con almeno un componente straniero, la regione perde posizioni per quanto riguarda il numero dei naturalizzati, si colloca all'ultimo posto (insieme al Veneto) relativamente al numero di alunni stranieri iscritti nei licei rispetto al totale degli studenti delle scuole superiori - un criterio che tende a penalizzare le regioni dove maggiori sono le opportunità occupazionali in settori come industria e artigianato e quindi più alta è la percentuale di iscritti agli istituti tecnici e professionali - e non è tra le prime della graduatoria per numero di permessi di soggiorno rimasti in vita dopo un anno. La sola provincia di Rimini (quinta) figura tra le prime.

Bene infine per quanto riguarda l'indice di inserimento occupazionale, calcolato sulla base dell'impiego di manodopera immigrata, della capacità di assorbimento del mercato lavorativo, del reddito, della tenuta occupazionale femminile e della percentuale di titolari d'impresa stranieri sul totale: con 69,6 punti l'Emilia-Romagna passa infatti dal quinto al secondo posto, preceduta dalla Toscana. Va a Reggio Emilia il primato tra le province, mentre compaiono tra le prime dieci anche Piacenza (quinta), Bologna (sette) e Parma (decima).

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Pubblicato il 16/02/2012 — ultima modifica 17/02/2012
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