Le molte vite di Cenerentola. L'arte e gli stereotipi di genere

26 marzo 2012 - A Modena un percorso d'autore sulla rappresentazione della donna, nato da un progetto con le studentesse

Modena, 26 marzo 2012 - In che modo la favola di Cenerentola ha influenzato le rappresentazioni della donna? Dalla Barbie alle bambole Bratz, dalle sfilate di moda al ballo delle debuttanti, l’immagine si ripropone in mille modi diversi, appare e riappare attraversando le mode e i cambiamenti del costume, complici le versioni cinematografiche, come cartone animato o film.

La vera storia di Cenerentola, come punto di partenza per una riflessione su pari opportunità e stereotipi di genere, è al centro del progetto realizzato dalle studentesse di due scuole di Modena. Il confronto, nato in classe, ora è diventato una mostra allestita nella Galleria Europa, al piano terra del Palazzo municipale (piazza Grande, 17). L’esposizione, dal titolo “Le molte vite di Cenerentola. L’altro sogno d’Europa” è stata inaugurata stamattina dall’assessore alle Pari opportunità del Comune di Modena Marcella Nordi.

Realizzata dalle classi 4A Igea dell’Itcs Barozzi e dalla 4F dell’Isa Venturi, con la collaborazione delle insegnanti Paola Macchi e Paola Urbinati, su ideazione di Antonietta Notarangelo e Rita Tonelli, la mostra è un breve viaggio nella storia della rappresentazione della donna dal XVI al XVIII secolo, attraverso percorsi d’autore. Utilizzando riproduzioni di opere d’arte si propone un’analisi delle ricadute della fiaba di Cenerentola su costume, lavoro, educazione, fidanzamento e matrimonio. In mostra anche due abiti disegnati e realizzati dallo stilista modenese Roberto Ingrami di Oro Nero, che ha collaborato con le studentesse.

La mostra sarà visitabile fino a giovedì 12 aprile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì dalle 15 alle 17.30.

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