Prima infanzia, avviato l’iter per la riforma dei servizi educativi
Un sistema più semplice, più accessibile, senza dimenticare la qualità delle prestazioni erogate. Il tutto a costi sostenibili. È la riforma dei servizi educativi per la prima infanzia che la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna sta mettendo in campo modificando ed integrando la legge regionale 1/2000 “Norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia”, che rimane il riferimento culturale fondante.
I tratti salienti del progetto (progetto di legge, direttiva sui requisiti strutturali e organizzativi e proposta di Linee guida per la valutazione della qualità) sono stati presentati ieri mattina alla Commissione assembleare Scuola dall’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi.
La direttiva sui requisiti entrerà maggiormente nel dettaglio sia per quanto riguarda l’organizzazione di spazi e strutture dedicate all’infanzia, sia per quanto riguarda le modalità organizzative. Il tutto in linea con l'evoluzione dei contesti sociali.
Inoltre, all’interno del sistema educativo, viene razionalizzata la classificazione delle tipologie di offerta: dai consolidati nidi ai piccoli gruppi educativi, per restare vicini alle esigenze educative dei bambini, alle famiglie ed ai territori, dando valore ai servizi integrativi e introducendo un percorso accompagnato di sperimentazione di servizi innovativi. Infine, nell’iter di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, si prevede la valorizzazione della figura dell'educatore e il rafforzamento del ruolo del coordinatore pedagogico.
“È una sfida importante, quella che ci accingiamo a fare – spiega l’assessore Marzocchi – anche perché l'eredità da custodire e valorizzare è enorme. Guardare al futuro è però indispensabile, come lo è non disperdere il patrimonio prezioso che possediamo. Andare avanti, nella condivisione, è lo strumento di garanzia per il raggiungimento di questi obiettivi". Il percorso di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia proseguirà con l’approvazione in Assemblea legislativa del progetto di legge e della direttiva sui requisiti strutturali e di funzionamento delle strutture.
