Reggio Emilia, dai dati Caritas 2011 un’analisi della povertà

15 giugno 2012 – Presentati i numeri del Centro d’ascolto. 1414 le persone incontrate, sempre più anziani poveri, ma non solo

Sono le 1.414 persone che nel 2011 si sono rivolte al Centro d’ascolto diocesano (851 uomini e 563 donne). Lo fa sapere la Caritas diocesana di Reggio Emilia e Guastalla che ha presentato i dati dell’analisi del centro di ascolto sulle povertà relativi all’anno scorso. Il dato presenta un calo rispetto all’anno precedente di 361 unità (pari al 20% in meno). Si conferma quindi il trend visto anche l’anno precedente, in cui si registrava una diminuzione del numero di persone incontrate.

Si osserva una sostanziale parità fra quelle che si sono rivolte al centro d’ascolto per la prima volta nel 2011 e coloro che invece erano stato incontrate e conosciute negli anni precedenti. Tale dato, fortemente in controtendenza rispetto agli anni precedenti – sottolinea la Caritas – “è frutto di un fenomeno parallelo ma distinto nella sua evoluzione.  Da un lato sono diminuite le persone nuove, i cosiddetti nuovi poveri che fino a qualche anno fa  rappresentavano un ricambio annuale di ben due terzi. Dall’altro sono aumentate le  persone che vivono una  situazione di povertà cronica”.

Al numero totale vanno poi sommati altri famigliari che dipendono dal punto di vista economico dalla persona che si rivolge al Centro  d’Ascolto. Secondo il trend storico possiamo ipotizzare che si tratti di almeno un altro migliaio di  persone.

Delle 1.414 persone incontrate, 1.152 sono non italiani (81,5%) 243 italiani (17,2%). Tra gli stranieri sono presenti 55 nazionalità diverse e 408 persone (34,8%) sono senza permesso di soggiorno. Tra gli stranieri, le provenienze più presenti sono: Ucraina, Marocco, Tunisia, Ghana, Moldavia, Romania, Georgia, Nigeria. Tra gli stranieri con permesso di soggiorno: il 65,8% lo hanno per lavoro subordinato; il 2,5% hanno un’attività autonoma, l’11,7% per ricongiungimento familiare; l’8,2% sono rifugiati politici o richiedenti asilo 362 persone sono senza fissa dimora (25,6%), sensibilmente in aumento rispetto al 2010. Il 60,7% è disoccupato (in aumento di quasi 10 punti percentuali rispetto al 2010).

L’età prevalente è tra i 35 e i 44 anni (26,3%), confermando il trend di crescita dell’età media, con un lieve aumento anche fra i più giovani. Mentre nel 2010 si era assistito ad uno spostamento verso l’alto dell’età  media, con una crescita di tutte le fasce sopra i 35 anni, in quello successivo si vede sì una conferma di tale andamento, ma al tempo stesso è evidente una risalita della fascia dai 19 ai 24 anni. Ad incidere su questa distribuzione – ipotizza la Caritas – può essere stata l’esperienza di accoglienza dei  profughi provenienti  da Lampedusa e da altri centri di accoglienza, visto  che si è trattato per  lo più di ragazzi  giovani compresi  nella fascia appena  menzionata. Incrociando  invece l’età con la  cittadinanza vediamo che la fascia più anziana è maggiormente rappresentata dagli italiani.

In forte controtendenza rispetto agli anni precedenti, gli stranieri nel 2011 sono diminuiti di 350 unità (-23,4% degli stessi), mentre gli italiani sono saliti di poche unità, ma in un quadro generale di decrescita delle persone incontrate segnano un aumento percentuale  molto significativo (passano dal 13,5% al 17,2%). Fra gli stranieri rimane alto il numero di coloro che non possiedono un permesso di soggiorno (408 persone), i quali, non potendo usufruire di altri canali istituzionali di aiuto,  continuano a trovare nella Caritas un riferimento fondamentale.

I principali bisogni manifestati sono problemi economici, lavoro, alloggio, fragilità delle relazioni intrafamiliari,  problemi di dipendenza (alcool, droga e gioco d’azzardo), richieste di carattere sanitario, richieste di orientamento,

Per approfondire
www.caritasreggiana.it

15/06/2012 < archiviato sotto: , >
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