Guiglia, inaugurata comunità alloggio per anziani “Il Castagno Selvatico”

Confortevole, moderna e collegata alla Casa della salute, ampliata anch’essa: intervento di ristrutturazione interamente finanziato dalla Regione con oltre 400 mila euro

Vivere in ambienti moderni e confortevoli, dove sentirsi accolti e protetti, anche se lontano dalla propria casa per ragioni di salute o per motivi familiari.

Questo vuole offrire ai suoi ospiti la comunità alloggio “Il Castagno Selvatico”, inaugurata  a Guiglia, nell’Appennino modenese, dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme al sindaco Iacopo Lagazzi.

I lavori di restauro della struttura, che si sviluppa al secondo piano di un edificio di proprietà del Comune, hanno interessato anche la Casa della salute, all’interno dello stesso stabile e inaugurata nel 2016 dallo stesso Bonaccini, che è stata ampliata per accogliere il Servizio sociale territoriale di riferimento e lo Sportello sociale. Un intervento interamente finanziato dalla Regione con oltre 400mila euro attraverso il Programma di sviluppo rurale, a sostegno delle strutture sociali polifunzionali nei piccoli comuni montani.

“Il Castagno Selvatico” è una struttura residenziale di tipo socio-assistenziale, gestita dall’Asp (Azienda pubblica di servizi alla persona) Terre di Castelli - "G.Gasparini", che può accogliere fino a sette ospiti, autosufficienti o parzialmente non autosufficienti, bisognosi di assistenza e sostegno per conservare più a lungo possibile la propria autonomia e, laddove necessario, intraprendere percorsi riabilitativi.

Oltre all’assistenza di base, agli anziani vengono infatti assicurate attività di sviluppo e mantenimento delle abilità fisiche, cognitive, relazionali e dell'autonomia personale, anche attraverso momenti ricreativi e culturali individuali edi gruppo.

“Continuiamo a rafforzare la rete territoriale del nostro welfare regionale, soprattutto nelle aree appenniniche, in particolare se rivolta alla popolazione anziana- sottolinea il presidente Bonaccini-, non solo perché, come attestano i dati demografici, è in costante aumento, ma perché il rispetto e il senso di riconoscenza che dobbiamo loro è radicato nella cultura emiliano-romagnola. Con una dotazione sul territorio di oltre 1.300 strutture, tra pubbliche e private, la nostra regione garantisce un sistema di accoglienza e cura degli anziani tra i più avanzati e qualificati del Paese, un sistema sostenuto in gran parte con il Fondo regionale per la non autosufficienza, strumento unico in Italia, portato nel 2018 a oltre 441 milioni di euro dalla Regione (480 milioni sommando le risorse del Fondo nazionale), e che da solo eguaglia la cifra stanziata a livello statale per tutto il Paese”.

“E voglio ribadire il nostro impegno a rafforzare ulteriormente le misure per prevenire e contrastare situazioni di maltrattamenti e abusi nei confronti degli anziani, episodi che sono quanto di più ignobile e inumano si possa immaginare. Per questo, solo pochi giorni fa abbiamo deciso di rafforzare i controlli, con una task force dedicata, di aprire le strutture ad associazioni riconosciute e ai sindacati, oltre ovviamente a familiari e amici, per aumentare la partecipazione e con essa il controllo sociale, e chiederemo di modificare la legislazione nazionale per consentire controlli preventivi, prima di autorizzarne l’apertura delle strutture strettamente private. E se non avremo risposte rapidamente- conclude Bonaccini- agiremo da soli, presentando entro l’estate un progetto di legge regionale per garantire la stessa qualità del pubblico al privato tout court, che opera fuori dal nostro regime”.

Le Comunità alloggio

Le Comunità alloggio sono un tipo di struttura socio-assistenziale soggetta ad autorizzazione al funzionamento che viene rilasciata dal Comune. Devono essere dotate di caratteristiche tecniche per favorire la vita autonoma delle persone anziane, a partire da ambienti accessibili, sicuri e adeguati alle esigenze degli ospiti e allo svolgimento delle attività comuni. Inoltre, devono essere dotate di spazi per la socializzazione, spazi di tipo ricreativo e garantire il collegamento con i servizi territoriali socio-sanitari, come nel caso della comunità alloggio di Guiglia, collegata alla Casa della salute.

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pubblicato il 2019/03/04 08:59:24 GMT+1 ultima modifica 2019-03-04T08:59:24+01:00

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