Castiglione dei Pepoli, casa per persone disabili grazie alla legge "Del dopo di noi"

La vicepresidente Gualmini: "Sosteniamo con forza questi progetti, che rappresentano un grande atto di civiltà". Dalla Regione 800mila euro

Quattro camere (due doppie e due singole), una cucina attrezzata, una sala comune dove riunirsi e svolgere insieme le più comuni attività quotidiane: è la nuova casa per persone disabili ricavata nello stesso edificio in cui sorge il Centro polifunzionale di Castiglione dei Pepoli (Bo). Si tratta di un appartamento di 400 metri quadrati, moderno e funzionale, che rientra tra le cosiddette “Scuole di autonomia” previste dalla legge “Del dopo di noi”; destinato a piccoli gruppi di persone disabili per intraprendere un percorso di autonomia e distacco progressivo dalla famiglia.

Taglio del nastro, la mattina di sabato 23 marzo con la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini, il sindaco di Castiglione dei Pepoli, Maurizio Fabbri, la direttrice dell’Azienda Ausl di Bologna, Chiara Gibertoni, il consigliere regionale, Igor Taruffi, il presidente della cooperativa Bologna Integrazione Anffas, Giandario Storace, Enzo Quargnolo e Marco Mastacchi, rispettivamente direttore e presidente del Comitato di Distretto socio sanitario dell’Appennino bolognese.

Con la realizzazione di questo grande appartamento, gestito dalla cooperativa Bologna Integrazione Anffas, si completa il progetto di riunire in un unico complesso molteplici servizi: l’area diurna per disabili “Arcobaleno” (anch’essa gestita da Anffas), il centro di protezione civile della Valle del Setta, lo spazio Avis per la donazione del sangue e un piccolo appartamento per due persone.

L’edificio, realizzato con un investimento complessivo superiore ai due milioni di euro, di cui quasi 800 mila messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, occupa una superficie complessiva di 1.500 metri quadrati su due piani (un piano terra e un seminterrato).

“Con questa nuova realtà aumentano in regione gli interventi realizzati grazie alla legge “ Del dopo di noi,” che a soli due anni dalla sua applicazione ha consentito di realizzare in Emilia-Romagna oltre mille interventi- ha sottolineato la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini-. Come Regione abbiamo sostenuto con forza l’approvazione di questa legge che permette a moltissime famiglie di guardare al futuro dei loro figli disabili con maggiore serenità. Ad oggi- spiega la vicepresidente- per finanziare gli interventi previsti dalla legge la Giunta regionale ha messo a disposizione delle aziende sanitarie del territorio oltre 13 milioni di euro, ai quali se ne aggiungeranno altri 4 entro la fine del 2019. Un atto di  grande civiltà che continueremo a sostenere”.

Gli interventi per il "Dopo di noi" realizzati in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna sono complessivamente 91 le soluzioni residenziali che risultano al momento utilizzate per progetti del “Dopo di noi” su tutto il territorio regionale tra Gruppi appartamento, Abitazioni per piccoli gruppi e convivenza stabile e Appartamenti Palestra o Scuole di autonomia per soggiorni a termine. Le più diffuse sono queste ultime che consistono in appartamenti nei quali le persone con disabilità, ancora assistite dai propri familiari anche se ormai anziani, imparano a rendersi il più possibile autonomi nella gestione della vita quotidiana (cucinare, fare la spesa, pulire la casa, prendersi cura della propria persona), preparandosi ad uscire dalla famiglia di origine. Le persone coinvolte in questi soggiorni a termine sono state 482.  

Altri interventi hanno riguardato 325 persone, ormai prive di sostegno familiare, ospitate in piccoli appartamenti (da 3 a 5 ospiti), che non prevedono la presenza di personale giorno e notte, oppure in gruppi-appartamento, che garantiscono una presenza maggiore di personale educativo ed assistenziale e dunque una situazione più adeguata a chi ha meno autonomia.

144 interventi hanno poi riguardato percorsi di accompagnamento per l’uscita programmata dal nucleo familiare di origine o da strutture residenziali ritenute meno adeguate, con la successiva accoglienza in piccoli appartamenti per l’autonomia o gruppi appartamento.

Infine, sono stati 55 i tirocini finalizzati all’inclusione e 58 i ricoveri temporanei in strutture residenziali, per fornire alle famiglie assistenza in particolari casi di emergenza.

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pubblicato il 2019/03/23 12:30:00 GMT+1 ultima modifica 2019-03-25T09:40:28+01:00

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