Reggio Emilia, “100 bandiere per i diritti”: dai ragazzi una mostra a cielo aperto

Ragazzi tra i 3 e i 16 anni hanno prodotto da tutto il mondo i disegni che sono diventati 100 bandiere dei diritti: a Reggio Emilia una mostra per le strade del centro storico

Flags4Rights, 100 bandiere per i diritti” è il titolo della mostra a cielo aperto allestita nelle strade del centro storico di Reggio Emilia in occasione del 30°anniversario della Convenzione Onu per i Diritti dell’Infanzia, promossa da Comune di Reggio Emilia, Dipartimento di educazione e scienze umane dell’Università di Modena-Reggio e Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi, insieme all’associazione no profit YTT-Yesterday-Today-Tomorrow. Partner dell’iniziativa sono Istituzione Scuole e Nidi d'infanzia, Reggio Children srl e Officina Educativa.

“Con queste bandiere vogliamo ribadire il nostro essere città dei diritti, lo stare dalla parte dei più fragili e l’essere aperti al mondo. Le bandiere vogliono essere un tatto di consapevolezza sui diritti e un insieme un messaggio da mandare al mondo”, ha detto il sindaco Luca Vecchi. 

Rifugiati e non, migranti e non, disabili e non, europei e non, bambine e bambini, ragazze e ragazzi in un’età compresa fra i 3 e i 16 anni hanno prodotto da tutto il mondo i disegni che sono diventati 100 bandiere dei diritti e trasformano la città di Reggio Emilia in una mostra a cielo aperto, che richiama i 54 diritti della Convenzione.

Il percorso si sviluppa principalmente nelle vie Emilia Santo Stefano e San Pietro, in via Farini, via Toschi, corso Garibaldi, piazza Gioberti, piazza del Cristo, piazza Martiri del 7 Luglio, via San Rocco, via Allegri.

La mostra nasce attorno al nucleo di opere, spesso drammatiche, prodotte nei campi rifugiati e raccolte dall’associazione Yesterday-Today-Tomorrow. Attorno a questo nucleo sono stati aggregati altri dipinti e disegni realizzati in una ventina di Paesi: Algeria, Bosnia, Cambogia, Colombia, Cina, Egitto, Etiopia, Grecia, Iran, Iraq, Israele, Kenya, Mongolia, Nigeria, Nuova Zelanda, Russia, Salvador, Siria, Sud Africa, Svezia, Usa e Italia. Non si tratta di disegni “sui” diritti, ma “dai” diritti, negati, vissuti, perduti, sognati.

E’ stato trasformato in una bandiera anche il dipinto di Greta Thunberg del 20 agosto 2018 con la “Skolstrejk för klimatet”. Senza indagare sul retroterra religioso delle bambine yezide o dei bimbi copti, della cultura dei vulcani del Centroamerica o dell’immaginario delle favole russe, “Flags4Rights” consente di scorrere un repertorio di disegni o segni grafici, ingenui o consapevoli, di giovani artisti e disegnatori di ogni parte del mondo e di cui si può intuire il vissuto. Un percorso allegro, ma anche di compassione e riflessione.

La mostra continuerà fino al 31 marzo e sarà corredata dalle informazioni online sui disegni, la pubblicazione di cartoline e la campagna sui social, in particolare su Instagram, con gli hashtag #Flags4Rights #F4R.

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pubblicato il 2019/11/21 10:16:27 GMT+1 ultima modifica 2019-11-21T10:16:27+01:00

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