Combattere il disagio giovanile passa anche dall'educazione ai social network

Possiamo fare molto per combattere il disagio degli adolescenti, prima di tutto cercando di parlare il loro linguaggio, utilizzando i loro stessi strumenti di comunicazione ed educandoli a un utilizzo consapevole e sicuro di essi. E poi utilizzando e valorizzando quelle strutture già presenti sul territorio - di aggregazione ludica, culturale e di sostegno allo studio come le associazioni del terzo settore, lo scoutismo laico e cattolico, gli oratori - che ricoprono un'importante funzione sociale per il tempo extrascolastico dei bambini e dei ragazzi. 

Ho fortemente voluto, insieme a diversi consiglieri del gruppo di maggioranza, apportare alcune modifiche alla legge regionale sui giovani (n. 14 del 2008) proprio per promuovere, tra le altre cose, l'educazione ai social network e iniziative di formazione contro il bullismo in rete rafforzando la collaborazione tra istituzioni pubbliche e agenzie educative esterne. Abbiamo così adeguato la nostra legislazione alle sfide che ogni giorno arrivano da fuori.

La Regione, pur riconoscendo i nuovi media come fondamentali strumenti per lo sviluppo del senso critico, della capacità di analisi dei messaggi e delle strategie comunicative, dell'uso creativo e consapevole delle potenzialità espressive proprie dei diversi strumenti di comunicazione, non infatti può ignorare i pericoli derivanti dall'abuso o dall'utilizzo improprio di questi mezzi. Perciò le nuove norme sostengono iniziative di ricerca e progetti di formazione rivolti alle giovani generazioni riguardanti l'educazione alla comprensione e all'uso dei linguaggi multimediali e la prevenzione di un fenomeno come il cyberbullismo che porta all’ isolamento completo degli adolescenti che ne diventano vittime e a fatti gravissimi come talvolta persino il suicidio. 

Non possiamo eludere il fatto che i fenomeni di violenza verbale e sociale tipici degli adolescenti si siano oggi trasferiti sulla rete, che ne amplifica a dismisura gli effetti con la riproposizione di immagini e filmati postati con troppa leggerezza per deridere e ferire. La Regione quindi metterà in campo specifiche politiche di welfare rivolte ai più giovani con azioni che verranno svolte anche attraverso convenzioni con centri studi, poli specialistici, e università. Abbiamo più volte sottolineato come uno degli obiettivi forti del nostro mandato sia quello di “ricalibrare” le risorse regionali sui bambini e sugli adolescenti, quelli che saranno gli adulti di domani, i timonieri della nostra società. 

Le modifiche alla legge regionale 14/2008 sono solo l’inizio; intendo infatti andare avanti con determinazione nel settore delle politiche per i minori avviando un percorso di confronto e discussione con tutti i soggetti coinvolti per cercare di capire se gli strumenti regolativi e normativi che abbiamo a disposizione per guidare l’intervento pubblico e rendere efficace la collaborazione tra pubblico e privato siano ancora adeguati oppure debbano essere ulteriormente affinati. Col pensiero sempre rivolto a quella generazione, talvolta smarrita talvolta incerta che sta percorrendo la zona grigia del passaggio dall’infanzia alla vita adulta e che non può mai essere lasciata sola.  

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al Welfare

 

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pubblicato il 2016/07/29 14:35:00 GMT+1 ultima modifica 2016-08-01T13:37:00+01:00

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