E ora il “pacchetto famiglia”….

15 marzo - Come ogni anno, in vista dei tre lunghi mesi d’estate in cui bambini e ragazzi rimangono a casa da scuola, le famiglie si devono “attrezzare”. E i centri estivi - quelli comunali come i privati organizzati dalle associazioni, dalle parrocchie e dagli oratori - sono fondamentali: spazi di aggregazione, sport e divertimento per i ragazzi nonché “àncora di salvezza” per chi continua a lavorare anche durante l’estate e può permettersi solo una o due settimane di vacanze.

Come ogni anno, in vista dei tre lunghi mesi d’estate in cui bambini e ragazzi rimangono a casa da scuola, le famiglie si devono “attrezzare”. E i centri estivi - quelli comunali come i privati organizzati dalle associazioni, dalle parrocchie e dagli oratori - sono fondamentali: spazi di aggregazione,  sport e divertimento per i ragazzi nonché “àncora di salvezza” per chi continua a lavorare anche durante l’estate e può permettersi solo una o due settimane di vacanze.

E’ proprio per questo, per sostenere le spese che tanti genitori devono affrontare quando le scuole sono chiuse, che per la prima volta la Regione Emilia Romagna ha pensato a un contributo per aiutare le famiglie che iscrivono i loro figli ai centri estivi

Già per la prossima estate chi ha figli tra i 3 e i 13 anni, dalla scuola dell’infanzia alla scuola media,  potrà ottenere un contributo economico per la frequenza dei centri estivi che potrà arrivare fino a 210 euro a bambino, pari a 70 euro a settimana, fino a un massimo di 3 settimane.  Grazie a un cospicuo finanziamento derivante da risorse europee, in accordo con il collega Patrizio Bianchi, ho deciso di lavorare intensamente a questa prima grande opportunità offerta dalla Regione: 13 milioni di euro per le prossime due estati, in modo da consentire ai genitori di fronteggiare una voce “pesante” nel bilancio familiare e permettere così la massima partecipazione dei bambini e dei ragazzi ai centri estivi.

Il contributo sarà riconosciuto alle famiglie residenti in Emilia-Romagna e composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali, occupati e con un reddito Isee annuo fino a 28 mila euro.

Saranno poi i Comuni o Unioni di Comuni capofila di Distretto (l’ambito territoriale che comprende più Comuni associati per gestire i servizi sociali di base), a stilare l’elenco dei centri estivi aderenti al progetto - gestiti direttamente dal Comune o, per quelli privati, individuati tramite bando -  rispondenti agli standard qualitativi e organizzativi presenti nella nuova Direttiva che la Regione ha recentemente adottato, a vent’anni dalla precedente.  

Si tratta di una misura nuova, a cui tenevo particolarmente e che auspico possa aiutare davvero migliaia di famiglie emiliano-romagnole a conciliare meglio la vita familiare con il lavoro.  Per fortuna sono tantissime le donne che lavorano in Emilia Romagna (siamo sopra gli standard europei) ma molte di loro fanno davvero delle complicate acrobazie quotidiane per tenere insieme tutto; famiglia, scuola, lavoro, casa, etc.

Ecco perché la famiglia va sostenuta sotto ogni aspetto e sempre di più. Oltre ai contributi per i centri estivi, stiamo lavorando anche al Patto per l’adolescenza che verrà approvato entro l’estate e ai nuovi Indirizzi di programmazione dei servizi 0-6. Un vero e proprio Pacchetto di politiche per la famiglia, che costituiscono il cuore della nostra comunità. Risposte nuove, ma soprattutto risposte concrete.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

 

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pubblicato il 2018/03/15 09:17:00 GMT+1 ultima modifica 2018-12-04T15:04:47+01:00

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