Esprit Nouveau: un anno di visite ed eventi

E’ trascorso poco più di un anno da quando, il 6 novembre 2017, abbiamo celebrato i quarant’anni di vita del Padiglione Esprit Nouveau a Bologna con una nuova inaugurazione al pubblico, che ha fatto seguito a una sostanziosa operazione di restyling. Un’operazione di oltre 200mila euro sostenuti dalla Regione e dal Comune di Bologna.

E’ trascorso poco più di un anno da quando, il 6 novembre 2017, abbiamo celebrato i quarant’anni di vita del Padiglione Esprit Nouveau a Bologna con una nuova inaugurazione al pubblico, che ha fatto seguito a una sostanziosa operazione di restyling. Un’operazione di oltre 200mila euro sostenuti dalla Regione e dal Comune di Bologna, che ha compreso oltre agli interventi di pulizia e tinteggiatura, anche lavori di restauro e messa in sicurezza dell’intero stabile (sostituzione delle vetrate, rifacimento dei tendoni e ripristino del vialetto di accesso).

L’auspicio era quello di ridare giusta dignità e riportare a nuova vita un edificio di straordinaria bellezza, unico nel suo genere, visto che il padiglione originale, costruito a Parigi nel 1925 in occasione dell’Exposition des Arts Decoratifs ed Industriels Modernes, è durato solo il tempo della stessa esposizione. E così è stato.

Nel corso dell’ultimo anno l’affluenza dei visitatori è cresciuta: sono state garantite un’ottantina di aperture e visite guidate che hanno accolto circa tremila visitatori, a dimostrazione della forte capacità attrattiva di questo edificio, oggetto di interesse per molti esperti e appassionati di architettura, design e urbanistica.

Non sono mancate richieste per l’utilizzo del Padiglione come sede di seminari e workshop sull’urbanistica e come location ottimale per fotografi professionisti, filmaker, registi cinematografici. Diversi eventi culturali ed espositivi, inoltre, hanno visto protagonista questo edificio bolognese nell’ultimo anno: la mostra Ungrammatical dell’artista Katarina Zdjelar in occasione di ART CITY Bologna 2018, così come la serie di eventi performativi messi in atto da Goodipal & Pals con la curatela di Xing per la settima e ultima edizione di Live Arts Week.

E ancora, la recentissima mostra “Phoenix. Il padiglione de l’Esprit Nouveau tra ricostruzione e restauro”, inaugurata il 24 novembre scorso e realizzata in collaborazione con il MAMbo e la Fondazione Le Corbusier. Si tratta di un progetto curato da Maria Beatrice Bettazzi, Jacopo Gresleri e Paolo Lipparini dell’Università di Bologna, con la autorevole consulenza di Giuliano Gresleri, architetto che nel 1977 curò insieme al fratello la ricostruzione del Padiglione nel parco antistante l’ingresso principale del quartiere fieristico bolognese. Una vera propria occasione per ripercorrere l’iter progettuale e la storia della realizzazione di questo edificio, predisposto secondo i criteri della semplicità e della funzionalità per connotarsi come prototipo di unità abitativa moderna da prodursi in serie e destinata a tutti i luoghi della “città moderna”.

Un tuffo nel passato corredato di immagini, progetti, fotografie e testimonianze che consente di far rivivere la visione dell’urbanistica e dell’arte di un gruppo di giovani sognatori illuminati, uniti dal progetto culturale della celebre rivista “Parametro”, che ha contraddistinto la nostra Bologna alla fine degli anni 70. Una storia che ci appartiene e vale la pena di non disperdere.

 Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al Welfare

 

 

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pubblicato il 2018/12/05 16:49:00 GMT+1 ultima modifica 2018-12-05T16:52:34+01:00

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