Carcere e teatro: un protocollo per il reinserimento dei detenuti
L’intesa tra Regione, Coordinamento Teatro Carcere e Amministrazione penitenziaria. “Per le persone ‘ristrette’ il teatro è una fondamentale opportunità di incontro e di confronto”
Il teatro inteso non solo come esperienza legata alla rappresentazione scenica, ma come momento fondamentale di collegamento con la società. E, ancora, il teatro come veicolo di crescita personale, come opportunità di cambiamento per chi vive l’esperienza del carcere, come strumento per il reinserimento sociale e per la tutela della salute fisica, psichica e sociale. Sono questi i punti cardine su cui è fondato il protocollo d’intesa firmato da Regione Emilia-Romagna, Coordinamento Teatro Carcere e Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria.
“In questo momento così delicato per il carcere, a livello non solo nazionale ma anche regionale, a causa delle gravissime condizioni legate al sovraffollamento degli istituti, un’esperienza come quella del teatro è fondamentale per i detenuti”, ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi nel corso della presentazione alla stampa. Un’esperienza fondamentale, ha aggiunto, “perché, innanzitutto, li aiuta a sopportare la fatica quotidiana di vivere compressi e reclusi. Per le persone ‘ristrette’, impiegare il proprio corpo in questo linguaggio totale che è il teatro, rappresenta indubbiamente un’opportunità di incontro e di confronto”.
Il protocollo d’intesa, valido fino al 2015, parte dalla necessità di sviluppare programmi tesi al recupero e al reinserimento sociale dei cittadini detenuti e dimessi dal carcere. Oltre ai princìpi fondamentali sulla funzione sociale e di tutela del benessere veicolati dalla pratica teatrale, il protocollo promuove progetti di collaborazione e di diffusione delle esperienze di teatro carcere in Emilia-Romagna. Tali compiti sono affidati a un tavolo tecnico regionale, che dovrà creare una rete nel settore del teatro in carcere e promuovere rapporti con altre realtà e istituzioni, non solo a livello regionale. Inoltre, il gruppo tecnico dovrà ogni anno esaminare e condividere un programma di attività proposto dal Coordinamento regionale Teatro Carcere.
Per il 2011 il protocollo prevede un calendario di spettacoli, incontri, video e dimostrazioni di lavoro: Stanze di teatro in carcere, questo il nome della rassegna, parte venerdì 8 aprile a Bologna per poi spostarsi, tra giugno e ottobre, a Ferrara e a Modena.
“Questo modo di fare cultura non significa proporre una mera sequenza di appuntamenti, bensì un percorso che si caratterizza per i grandi e significativi risultati raggiunti”, ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti. “In un impegno come questo – ha concluso – il teatro esprime il suo grande potenziale come fondamentale fattore di benessere, capacità che in questa regione si estrinseca anche in altre importanti esperienze con il coinvolgimento di realtà a sostegno dei diversamente abili o del disagio psichico”.
