lunedì 18.12.2017
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I servizi educativi che verranno: un convegno e il film "Bambini si diventa"

Intervista a Cristiano Governa, autore del documentario sugli asili bolognesi che verrà presentato al convegno organizzato dalla Regione per il 30 settembre sui nuovi scenari demografici e sociali e i nuovi bisogni delle famiglie: "Il nido è il primo luogo in cui tuo figlio è felice anche senza di te"

"Dall'ascolto dei territori alla condivisione di una riforma" è il sottotitolo del convegno "I bambini dell'Emilia-Romagna: ne parliamo tutti insieme" organizzato dalla Regione nel pomeriggio di venerdì 30 settembre nella sede dell'Assemblea legislativa, Sala Guido Fanti di viale Aldo Moro 50. L'obiettivo è un confronto reciproco con tutti i soggetti pubblici e privati attivi nel campo dei servizi per la fascia di età tra 0 e 6 anni in considerazione dei nuovi scenari demografici e sociali e dei nuovi bisogni delle famiglie. Ne abbiamo parlato con Cristiano Governa, autore del documentario "Bambini si diventa" sui servizi per l'infanzia a Bologna, che verrà proiettato nel corso del convegno.

Come è nata l'idea di questo documentario?
"Da una serie d'incontri, come quello con la neuropsichiatra Marilisa Martelli dell'Ausl di Bologna, attraverso i quali ho scoperto un mondo invisibile, che pure è tutto intorno a noi: quello del supporto che viene dato ai nostri figli negli anni chiave della loro formazione, quando frequentano i servizi per l'infanzia, che in questa città funzionano a dovere. Non mi ero mai fermato a pensare, ad esempio, che il nido è il primo luogo in cui tuo figlio è felice anche senza di te. E' chiaro che per ottenere questo c'è bisogno di una rete educativa - che riguarda anche la salute e il welfare - di supporto alle famiglie".
E' in questo senso che "bambini si diventa", come recita il titolo del suo film? Cioè, attraverso il patto educativo che si crea tra le famiglie e i servizi?
"Sì, credo di avere fatto un gesto anarchico mettendo in luce qualcosa che funziona, e bene, nel nostro territorio, invece di puntare il dito su ciò che non va. L'attenzione e il supporto all'infanzia in una città come Bologna sono di assoluta qualità. E parlo di attenzione e non di eccellenza perché l'attenzione è qualcosa che coinvolge anche noi come genitori, non è solo un servizio erogato con puntualità. Il mio lavoro è stato quello del giornalista, dello sceneggiatore e del documentarista che voleva rendere conto di una realtà di cui spesso non siamo del tutto consapevoli. In questo ho poi trovato l'interesse e l'empatia della vice presidente della Regione Elisabetta Gualmini e della vice sindaco del Comune di Bologna Marilena Pillati".
Il punto di vista è quello del bambino...
"Sì, il documentario comincia prima della nascita quando il bimbo, ancora nella pancia della mamma, si chiede che cosa lo aspetterà fuori. E io credo che a Bologna lo aspetti una città accogliente, dove c'è una forte tradizione di servizi come nidi e asili, ma anche di letteratura e di teatro per l'infanzia, come in poche altre. Questa è una città che permette ai più piccoli di sviluppare la propria identità, di far diventare il bambino un bambino a tutti gli effetti".
Oggi però il mondo cambia rapidamente e anche le esigenze delle famiglie sono cambiate
"Certo, ma mentre tutto cambia intorno a noi bisognerebbe che cambiasse qualcosa anche dentro di noi. Se si trovano accordi, tutti lavorano meglio. Se il percorso è condiviso, si superano gli sbarramenti e si adeguano le situazioni alle nuove esigenze. Non si può pretendere cambiamento senza accordo e condivisione".

 

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Pubblicato il 26/09/2016 — ultima modifica 30/09/2016
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