domenica 23.04.2017
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Studiosi, solidali ma anche bullismo e psicofarmaci: ritratto degli under 20

Un’indagine promossa dalla Regione traccia un profilo degli adolescenti emiliano-romagnoli. La vicepresidente Gualmini: “Sostenere le associazioni, gli oratori e tutte le realtà che lavorano per l'adolescenza”

Luci e ombre nel ritratto degli adolescenti dell’Emilia-Romagna. La fotografia degli under 20 è stata tracciata dal rapporto di monitoraggio sul “Progetto adolescenza”, presentato nel corso di un convegno in Regione per fare il punto sui primi 1000 giorni di attività del Progetto. A tre anni dall’approvazione delle Linee guida sulla promozione del be­nessere e la prevenzione del rischio in adolescenza, la Regione ha dunque fatto una prima valutazione sullo stato di attuazione del progetto stesso e costruito un profilo degli adolescenti che vivono sul territorio regionale.

Durante il convegno sono stati presentati due diversi documenti: il rapporto di monitoraggio sul Progetto adolescenza, finalizzato a sviluppare interventi di promozione e prevenzione nei vari contesti di vita degli adolescenti, in continuità, ove necessario, con i percorsi di cura, e uno studio della popolazione adolescenziale emiliano- romagnola.

I dati

I ragazzi e le ragazze tra gli 11 e i 19 anni che vivono in regione sono 381mila e rappresentano l’8,5% del totale della popolazione. Per il 51,7% sono maschi,  per il 48,3 % femmine, per il 13% stranieri.

Nel 2015/2016 il tasso di scolarità, si attesta su una media regionale del 95,9%.

Psicofarmaci e bullismo, problemi da affrontare

Diversi sono gli aspetti che destano preoccupazione riportati dal monitoraggio. A cominciare dal dato che  il 45% degli adolescenti assume farmaci, perlopiù autoprescritti,  almeno una volta alla settimana. Il 13% delle ragazze e il 6% dei ragazzi assume inoltre psicofarmaci non prescritti. Sono 404 i minori in carico ai Servizi per le dipendenze patologiche e l’uso di sostanze stupefacenti è variegato (25% cannabis; 4% cocaina; 4% allucinogeni; 4% stimolanti; 1,5% eroina). Tra le dipendenze patologiche rientra anche il gioco d’azzardo. In crescita soprattutto la percentuale di rischio tra i quindicenni  maschi (4,4%), 0,9% nelle femmine.  Molti adolescenti sono anche vittime di bullismo (il 20% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni ha subito episodi di sopraffazione) e, soprattutto, del non meno insidioso cyberbullismo: il 35% delle ragazze e il 22% dei ragazzi dichiara: “Qualcuno ha raccontato cose spiacevoli sul mio conto”; il 34% delle femmine e il 28% dei maschi segnala che “Qualcuno mi ha detto cose spiacevoli”. Attenzione merita anche l’educazione alimentare, che non sembra così diffusa tra gli under 20: solo il 17% consuma frutta e verdura a sufficienza. I ragazzi in carico al sistema sanitario nazionale per disturbi alimentari (DCA) sono raddoppiati nel giro di due anni: nel 2014 erano 219.

Vita sociale e partecipazione

Note più positive vengono dai dati sulla qualità della vita sociale e sull’impegno sociale e la partecipazione. L’83% degli adolescenti dichiara di poter contare sugli amici e di potersi confrontare anche sulle cose più intime. L’11% delle ragazze e il 10% dei ragazzi fanno attività di volontariato, preferibilmente con gruppi organizzati. Al Servizio Civile, tra il 2004 e il 2016, hanno partecipato 15.400 ragazzi e ragazze.

Gualmini: “Dalla Regione un sostegno a tutto il mondo che si occupa dell’adolescenza”

“La mappa degli adolescenti dell'Emilia Romagna ci racconta cose molto importanti: sta aumentando la dispersione scolastica, il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Ma sta anche crescendo la conflittualità familiare che si ripercuote direttamente sui minori e c'è bisogno di maggiore integrazione- sottolinea la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al welfare, Elisabetta Gualmini-. Dall'altro lato, osserviamo anche segnali molto positivi come la  maggiore voglia di impegnarsi nel servizio civile e nelle iniziative di solidarietà. Come Regione- ha dichiarato la vicepresidente-  vorremmo da un lato aiutare e sostenere, seppure con i vincoli nell'ambito dei quali dobbiamo muoverci, il variegato mondo delle associazioni, degli oratori e delle diverse realtà pubbliche e private che lavorano a favore dell'adolescenza. Dall’altro- prosegue-  rivedere il quadro delle norme regionali entro cui si sviluppano le politiche per le giovani generazioni in modo da creare un ambiente il più possibile semplice e accogliente per chi vuole operare nel settore.”

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Pubblicato il 11/11/2016 — ultima modifica 15/11/2016
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