Prostituzione e Lotta alla tratta

Tratta di esseri umani

A livello internazionale, lo strumento normativo fondamentale in materia di tratta di esseri umani è rappresentato dal Protocollo di Palermo del 2000. Per quanto riguarda la tutela delle vittime, il punto di riferimento è la Convenzione di Varsavia del Consiglio d'Europa del 2005. L'Unione Europea, con la proposta di direttiva approvata il 14 dicembre 2010 ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea, ha recentemente aggiornato i propri riferimenti.

Norme internazionali

A livello internazionale, il principale riferimento in materia di tratta di persone è rappresentato dal Protocollo addizionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata per prevenire, reprimere, e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini (Protocollo di Palermo) approvato al termine della Conferenza di Palermo dal 12 al 15 dicembre 2000.

La Convenzione di Palermo ed i tre Protocolli addizionali (traffico di migranti; tratta di persone; traffico di armi da fuoco) sono stati adottati dall’ONU con la risoluzione A/RES/55/25; la Convenzione è entrata in vigore il 29 settembre 2003, ed è stata ratificata dall’Italia con legge n.146 del 16 marzo 2006.

Due sono gli elementi fondamentali introdotti dal Protocollo rispetto agli strumenti fino a quel momento esistenti in materia:

  • la definizione più ampia, elaborata in ambito internazionale, di tratta degli esseri umani;
  • una intera ampia sezione dedicata alla tutela delle vittime.

L’azione dell’Unione Europea

Il Parlamento europeo ha sollecitato per la prima volta gli Stati membri dell’Unione europea in materia di tratta nel 1989, con una Risoluzione sullo sfruttamento della prostituzione e il traffico degli esseri umani.

Da allora ad oggi, in un continuo e progressivo percorso di definizione e di aggiornamento degli strumenti di contrasto della criminalità organizzata, e di tutela delle vittime, sono stati emanati ed approvati dall’Unione Europea, a vari livelli, e da vari organismi, diversi atti.

I due provvedimenti che, ad oggi, rappresentano il quadro giuridico di riferimento dell’Unione Europea in materia sono:

  • la Decisione Quadro 2002/629/Gai sulla lotta alla tratta di esseri umani (principale obiettivo: l’armonizzazione del reato di tratta nel diritto penale degli Stati membri);
  • la Direttiva 2004/81/CE riguardante il titolo di soggiorno da rilasciare ai cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri umani o coinvolti in una azione di favoreggiamento dell’immigrazione illegale che cooperino con le autorità competenti (disposizione a carattere premiale, con la concessione del permesso concesso solamente alle persone trafficate che collaborino con le autorità competenti).

Verificato il parziale raggiungimento degli obiettivi previsti, è stato avviato nel 2009 il percorso per la definizione di una nuova direttiva: approvata dal Parlamento europeo il 14 dicembre 2010, ne è attesa la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea per i primi mesi del 2011.

Per quanto riguarda il contrasto alle forme di sfruttamento in ambito lavorativo, è da ricordare la Direttiva 2009/52/CE, del 18 giugno 2009, che introduce norme minime relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

L’azione del Consiglio d’Europa

Il Consiglio d’Europa si occupato del problema della tratta di esseri umani con numerose Raccomandazioni.
Il culmine di tale azione si ha con la formulazione della Convenzione n. 197 del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (Convenzione di Varsavia) firmata a Varsavia il 16 maggio del 2005, che rappresenta lo strumento internazionale più avanzato a tutela dei diritti delle persone trafficate.

Il valore aggiunto della Convenzione risiede:

  • nell’attenzione rivolta alla protezione delle vittime (principio fondamentale delineato con precisione dalla Convenzione è quello per il quale la protezione e la promozione dei diritti delle vittime  deve essere assicurata senza alcuna discriminazione);
  • nell’adozione di una prospettiva fondata sui diritti umani.

La Convenzione di Varsavia è stata ratificata dallo Stato italiano nel 2010.

10/01/2011 < archiviato sotto: >
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