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Report La fotografia del sociale

Il volume traccia un quadro d’insieme del welfare regionale alla luce della contingente situazione economico-sociale che stiamo vivendo dal 2007 ad oggi.

Obiettivo di "Fotografia del sociale" è rappresentare l’evoluzione dello scenario sociale dell’Emilia-Romagna, in un contesto di crisi, al fine di poter orientare o, quantomeno, fornire uno sguardo utile alla programmazione sociale e sociosanitaria locale, così come citato nelle “Indicazioni attuative del Piano sociale e sanitario regionale per il biennio 2013/2014".

La nostra regione, in virtù di un modello economico e sociale avanzato e consolidato negli anni, si attesta su posizioni migliori rispetto ad altri territori del paese; nonostante ciò, gli effetti della recessione dal 2008 ad oggi hanno avuto un impatto rilevante anche sul sistema economico e sociale emiliano-romagnolo, con forti ripercussioni sul mercato del lavoro e, conseguentemente, sulle condizioni di vita della popolazione.

La crisi ha infatti toccato fortemente le zone del paese a più forte vocazione industriale. Di conseguenza, anche la nostra regione porta i segni di una recessione importante come quella attualmente in corso. Il calo delle esportazioni e degli investimenti, la contrazione sulle imprese (costruzioni in particolare), l’aumento del tasso di disoccupazione, le ore di cassa integrazione autorizzate, le 162.000 persone in cerca di occupazione a giugno 2013, sono tutti segnali forti di quanto la nostra comunità regionale stia vivendo momenti di difficoltà.

Un quadro d’insieme che risente di una situazione socio-economica così delicata produce maggiori bisogni da parte dei cittadini, i quali si trovano a vivere difficoltà importanti e, conseguentemente, a generare un aumento della domanda di servizi.

Il nostro sistema di servizi, fortemente strutturato, cerca di rispondere alla richiesta crescente, ma presenta comunque segnali di fatica, anche in ragione di una situazione particolarmente deficitaria, se si considera il considerevole calo delle risorse dedicate a questo settore da parte del livello nazionale.

Il welfare italiano si è sempre basato sulla centralità della famiglia, modello che non pare più sostenuto dalla dinamica demografica in atto. Le famiglie cambiano, aumentano in termini assoluti ma si riduce il numero dei componenti, come dimostra la crescita ingente e costante dei nuclei unipersonali: si frammentano i legami e aumentano le persone che hanno bisogno di cura. La rete familiare si allunga e si assottiglia: a fronte di un maggior numero di individui bisognosi di supporto e con prospettive di vita più lunghe, meno sono le persone su cui poter fare affidamento per l’attività di assistenza e cura. Le donne sono il fulcro centrale di questo modello che, associato ad un tasso di occupazione femminile elevato come quello della Regione Emilia-Romagna e a modelli familiari che cambiano, ci mette nella condizione di far fronte a questo fenomeno supportando nel tempo coloro che si prendono cura, pensando a forme nuove di servizi che sappiano far fronte ai bisogni che aumentano e mutano, sapendo cogliere anche ciò che emerge dal territorio come spinta innovativa.

Altro tema di rilievo cui guardare con molta attenzione è il futuro delle giovani generazioni, cittadini di domani in potenziale difficoltà.

Il Volume

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Pubblicato il 24/03/2014 — ultima modifica 10/06/2014
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