Terzo settore

Cooperative sociali

Cosa fa la Regione

Le cooperative sociali sono state introdotte nel nostro ordinamento dalla legge 8 novembre 1991 n. 381, recante la disciplina delle cooperative sociali.

L’articolo 1 della citata legge recita: «Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso:

  1. la gestione dei servizi socio-sanitari ed educativi;
  2. lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate».

    Il 17 luglio 2014 è stata approvata la legge regionale n. 12 «Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Abrogazione della legge regionale 4 febbraio 1994 n. 7 “Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381”». Si tratta di una legge innovativa che recepisce i cambiamenti avvenuti in questi ultimi vent’anni, che hanno visto aumentare il protagonismo e il ruolo della cooperazione sociale in Emilia-Romagna.

    La stessa legge regionale ha istituito l’albo regionale delle cooperative sociali e dei Consorzi.

    Prendendo avvio dalla legge 8 novembre 1991 n. 381, la legge regionale n. 12/2014 individua due distinte tipologie di cooperative sociali:

    • cooperative di tipo A, che hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi;
    • cooperative di tipo B, che si dedicano allo svolgimento di attività diverse dalle precedenti (agricole industriali, commerciali o di servizi), ma finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

    Tuttavia, in considerazione del fatto che molte aree di bisogno e di svantaggio per la loro peculiarità comportano interventi funzionalmente collegati, il Ministero del Lavoro - Direzione Generale della Cooperazione, Divisione II, con Circolare n. 153/1996 - ha ammesso la possibilità che le cooperative sociali siano contemporaneamente di tipo A e di tipo B, purché ricorrano determinate condizioni previste esplicitamente dalla legge, ovvero:

    1. le tipologie di svantaggio e/o le aree di intervento esplicitamente indicate nell’oggetto sociale siano tali da postulare attività coordinate per l’efficace raggiungimento delle finalità attribuite alle cooperative sociali (art. 1, L. n. 381/1991);
    2. il collegamento funzionale fra le attività di tipo A e B risulti chiaramente indicato nello statuto sociale;
    3. l’organizzazione amministrativa delle cooperative consenta la netta separazione delle gestioni relative alle attività esercitate, ai fini della corretta applicazione delle agevolazioni concesse dalla vigente normativa.

    A chi rivolgersi

    Servizio Politiche per l'integrazione sociale, il contrasto alla povertà e Terzo settore

    Responsabile U.O. Valorizzazione della cooperazione sociale ed Europa

    Cinzia Ioppi
    Tel. +39 051 5277079
    fax. +39 051 5277080
    cinzia.ioppi@regione.emilia-romagna.it

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    pubblicato il 2013/09/30 16:30:00 GMT+1 ultima modifica 2018-12-17T14:23:45+01:00

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