lunedì 26.06.2017
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Famiglie

Tempi di vita e di lavoro

Le politiche per la conciliazione rappresentano un importante fattore d’innovazione e consentono ad ognuno di vivere al meglio i suoi molteplici ruoli sociali, interessano gli uomini, le donne e le organizzazioni, toccano la sfera privata, ma anche quella pubblica, politica e sociale ed incidono sul riequilibrio dei carichi di cura all'interno della coppia, sull'organizzazione del lavoro e dei tempi delle città, nonché sul coordinamento dei servizi d’interesse pubblico.

Cosa fa la Regione

I continui cambiamenti del mercato del lavoro e le trasformazioni sociali che hanno coinvolto i soggetti e le organizzazioni negli ultimi decenni, hanno posto il tema della conciliazione tra lavoro professionale e vita familiare quale tema all'ordine del giorno delle politiche sia nazionali che regionali. Il tema della conciliazione non si pratica solo con i servizi per la prima infanzia, ma con una complessiva politica della città, promuovendo azioni volte a correggere i tempi dei trasporti, dei Servizi Pubblici, della scuola e dell'extrascuola. 

La conciliazione tra vita e lavoro

In Emilia-Romagna la conciliazione tra vita e lavoro costituisce una delle priorità trasversali nella programmazione delle politiche regionali che contribuiscono a creare sia un’economia più flessibile che a migliorare la vita delle donne e degli uomini:

  • sviluppare una rete integrata di servizi socio-educativi e educativi per l’infanzia e servizi per persone non autosufficienti;
  • favorire la condivisione del lavoro domestico e di cura;
  • contrastare la rigidità nell’organizzazione del lavoro;
  • promuovere la diffusione d’informazioni sulle opportunità e sui servizi resi disponibili, insieme al contrasto degli stereotipi di genere anche attraverso iniziative nelle scuole e campagne di sensibilizzazione.

Sono alcuni degli obiettivi che la Giunta regionale intende raggiungere.

 

  • Le Banche del tempo
    Le Banche del tempo sono gruppi informali o costituite in associazioni, in cui le persone scambiano utilizzando il tempo, come moneta di scambio.  È uno scambio di azioni e di saperi che comprende tutto ciò che le persone sanno fare e che può spaziare in ogni campo.
  • L’Informafamiglie
    I Centri per le Famiglie hanno organizzato una ricca banca dati relativa al territorio della regione Emilia Romagna con informazioni aggiornate che permettono un’ottimizzazione dei tempi di ricerca dei contatti e delle fonti utili per l’accesso e la fruizione dei servizi del territorio. Le informazioni sono raccolte e aggiornate da una redazione regionale e al gennaio 2014 da diciassette redazioni locali.
  • Le consigliere di parità
    Compiti e funzioni 
    La legge affida alle consigliere e ai consiglieri compiti di promozione, di diffusione della conoscenza delle pari opportunità, di vigilanza e rilevazione di situazioni di discriminazione basata sul sesso nel mondo del lavoro.  Nell’esercizio delle proprie funzioni  la/il consigliere di parità è un pubblico ufficiale ed ha l’obbligo di segnalazione all’autorità giudiziaria dei reati di cui viene a conoscenza (art. 13 D.Lgs. 198/2006).
    Perché rivolgersi alle Consigliere di Parità
    La Consigliera di parità offre un servizio di consulenza gratuito, riservato e, per chi lo desidera, anonimo a lavoratrici e lavoratori che temono di aver subito una discriminazione di genere nell’accesso al lavoro o sul luogo di lavoro, nello sviluppo di carriera, nel livello di retribuzione.

A chi rivolgersi

A CHI RIVOLGERSI

Servizio Coordinamento politiche sociali e socio educative. Programmazione e sviluppo del sistema dei servizi

viale Aldo Moro 21 - 40127 Bologna
tel. 051 5277206 - fax 051 5277080

Responsabile del servizio: Maura Forni

Centri per le famiglie e politiche per le famiglie

Francesca Ragazzini
tel 051 5277358
FRagazzini@regione.emilia-romagna.it

Maria Vittoria Fabbri
tel. 051 527 7514
mvfabbri@regione.emilia-romagna.it

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Pubblicato il 11/03/2014 — ultima modifica 26/01/2015
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