Cittadini stranieri in Emilia-Romagna

Pubblicato il nuovo volume dell’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio con la fotografia aggiornata della popolazione straniera residente

In occasione della Giornata Internazionale dei Migranti proclamata nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 18 dicembre di ogni anno, in quanto 10 anni prima fu approvata dalla stessa Assemblea la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, l’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio della Regione Emilia-Romagna presenta un nuovo lavoro di ricerca per comprendere meglio chi ha lasciato il proprio Paese alla ricerca di opportunità, dignità, libertà e vita migliore.

A partire dalla metà degli anni Settanta l’Italia ha vissuto un lungo ciclo migratorio espansivo. Questo ciclo ha vissuto una fase di accelerazione negli anni Novanta e ha poi registrato una vera e propria impennata negli anni Duemila. Dal 2008, anno di arrivo anche in Italia e in Emilia-Romagna della lunga crisi economica-finanziaria e occupazionale avviatasi negli Stati Uniti l’anno precedente, questa crescita si è interrotta. A ciò si è aggiunta poi la pandemia da Covid-19.

L’Emilia-Romagna ha condiviso questa dinamica con il resto del Paese, pur con alcune peculiarità, a partire dal fatto che il ciclo migratorio espansivo in regione è iniziato prima. Il saldo tra ingressi e uscite è stato più̀ alto, non solo di quello registrato nel resto del Paese, ma anche di quello dell’Italia centro-settentrionale. Infine il calo iniziato alla fine del primo decennio del nuovo secolo è stato lievemente più contenuto.

Cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna

Per quanto riguarda i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna, al 1° gennaio 2023 sono 568.804, pari al 12,8% della popolazione complessiva, dato che, come anticipato, si mantiene decisamente più elevato di quello medio nazionale (8,6%), ma anche di quello del Nord-Est del Paese (10,9%).

Se si rapportano esclusivamente i cittadini non-Ue al totale della popolazione residente, si giunge a un tasso di incidenza percentuale pari al 9,9% a livello emiliano-romagnolo (5,9% per l’Italia nel suo insieme).

Quest’anno si è registrato un minimo decremento (-656 residenti stranieri, -0,12%) rispetto all’anno scorso. Parallelamente, nell’ultimo anno, la popolazione italiana residente è aumentata di 2.680. La popolazione residente complessiva è pertanto cresciuta, per effetto di un aumento della componente italiana e nonostante una flessione, minima, di quella straniera. Si consideri che l’anno precedente la dinamica era stata esattamente opposta.

Nonostante questo decremento del numero di stranieri residenti in regione, l’Emilia-Romagna si conferma prima regione in Italia per incidenza di residenti stranieri sul totale della popolazione residente, davanti alla Lombardia, attestata all’11,7%.

Gli ambiti provinciali

Si osservano differenze di rilievo all’interno del territorio regionale. L’incidenza dei residenti stranieri più marcata si registra, come già negli anni passati, nelle province di Piacenza (15,3%), Parma (15,2%) e Modena (13,6%). Tutte le altre province si collocano sotto la media regionale: Reggio Emilia, Bologna e Ravenna sopra il 12%, Forlì-Cesena e Rimini sopra l’11% e infine Ferrara al 10,7%, dato comunque in sensibile crescita nel corso degli ultimi anni.

I singoli paesi di cittadinanza

Per quanto riguarda i singoli paesi di cittadinanza (oltre 170 i paesi rappresentati in Emilia-Romagna), si confermano al primo posto i rumeni, con oltre 99.500 residenti, pari al 17,5% del totale delle residenze straniere (la Romania costituisce la comunità più numerosa anche a livello italiano), in incremento rispetto al periodo pre-pandemico (dal 2019, +4,5%), dopo la significativa espansione registratasi a partire dall’ingresso nell’Unione europea nel 2007. Al secondo posto si collocano i cittadini del Marocco (10,5%, in leggera flessione da diversi anni: -2,5% fra il 2019 e il 2023) e al terzo gli albanesi (10,2%, in minimo decremento). Queste prime tre comunità raccolgono quasi il 40% del totale degli stranieri residenti in regione. Seguono a distanza ucraini (6,3%, in aumento anche per effetto del conflitto con la Russia), cinesi (5,3%), pakistani (4,6%) e moldovi (4,4%).

La composizione di genere

Le comunità rumena e, soprattutto, quelle degli altri paesi dell’Europa centro-orientale come Ucraina, Moldova, Polonia, Russia si caratterizzano per una prevalenza femminile, mentre marocchini, albanesi, cinesi, filippini e altre comunità di storico insediamento in regione presentano un certo equilibrio di genere. Altre comunità, come quelle dell’Africa subsahariana, registrano una prevalenza maschile.

Al di là delle notevoli differenze per paese di cittadinanza della composizione di genere, per l’insieme degli stranieri residenti si conferma una prevalenza femminile in Emilia-Romagna (52,5%) e in tutte le nove province emiliano-romagnole, così come in Italia (51,0%).

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ultima modifica 2023-12-15T11:25:17+01:00
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