martedì 23.01.2018
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Contro le discriminazioni

Com'è organizzato

Le reti territoriali sono articolate su base distrettuale secondo tre differenti tipologie, in base alle funzioni realizzate, all´essere luoghi aperti al pubblico (sportelli), alla possibilità di attivare risorse di 2° livello (mediazione dei conflitti, mediazione linguistico-culturale, consulenza legale).

Il modello di Centro regionale è basato su un modello di rete che valorizzi le tante risorse già presenti, spesso con un forte radicamento locale e soprattutto che sono punto di riferimento per i cittadini.

L´obiettivo è quello di:

  • mettere in rete le iniziative locali coordinandole e operando per favorire le sinergie tra di esse attraverso lo scambio di idee e soluzioni;
  • valorizzare al massimo le competenze e le esperienze di ciascun Ente pubblico, del terzo settore e di altri soggetti che siano disponibili a partecipare a tale iniziativa.

I punti antidiscriminazione delle reti territoriali, su base distrettuale, sono di tre differenti tipologie:

a. nodi di raccordo
b. nodi antenna con funzioni di sportello
c. nodi antenna con funzioni informative e di supporto

I nodi di raccordo e i nodi antenna con funzioni di sportello, proprio per le azioni che devono svolgere, sono soggetti ad alcuni requisiti minimi, sia di natura strutturale che di natura organizzativa.

  1. I nodi di raccordo sono il punto di riferimento principale per ciascun territorio, fanno capo prioritariamente ad Enti locali e svolgono tutte e 4 le funzioni antidiscriminazione: si occupano quindi di attività informative, promozionali, di sensibilizzazione, di raccordo con i nodi antenna e implementazione delle risorse informative a disposizione della rete locale e ovviamente di ricevimento, orientamento e consulenza nei confronti dell´utenza, raccolta segnalazioni attraverso la compilazione dell´apposita scheda informatizzata Regione E-R/UNAR , invio dati alle Province, ecc.

    I nodi di raccordo sono soggetti a requisiti di natura strutturale e organizzativa; per la maggiore complessità delle azioni che dovranno svolgere sono inoltre soggetti a requisiti specifici. Alla fine del processo di costruzione della struttura di rete regionale i nodi di raccordo dovranno essere almeno uno per distretto.

  2. I nodi "antenna", che possono fare capo a enti locali, organizzazioni del terzo settore, sindacati, associazioni di categoria, ecc, in relazione alla tipologia di attività svolte si distinguono in:

    Sportelli, in questo caso (oltre ad attività informative, promozionali e di sensibilizzazione) svolgono la funzione di punti di accesso per l´utenza (ricevimento, orientamento ecc), raccolgono le segnalazioni, utilizzano la scheda informatizzata ecc. Gli sportelli sono soggetti ai requisiti di natura strutturale e organizzativa.

    Punti informativi e/o di supporto, in questo caso sono quindi semplici nodi della rete in grado di fornire indicazioni (ad es. di tipo legale, su procedure ecc) ai punti di referenza e agli sportelli; potranno segnalare criticità e problemi su specifici aspetti, proporre soluzioni, interventi ecc., potranno inoltre distribuire materiali informativi e fare sensibilizzazione sui temi dell´antidiscriminazione. Non svolgendo funzioni di sportello per quanto riguarda la segnalazione di casi non sono soggetti ai requisiti: dovranno ovviamente orientare le persone che vogliono segnalare un caso ad uno sportello o nodo di raccordo della rete locale.

 

Sia i nodi di raccordo che i nodi antenna non necessariamente debbono essere creati ex novo ma, più opportunamente, possono coincidere con le significative risorse ed esperienze già esistenti (ad esempio gli sportelli informativi per stranieri o quelli sui diritti di patronati e organizzazioni sindacali, le numerose associazioni, le consigliere di parità ecc) valorizzandone ruolo e funzioni anche nell´ottica dell´antidiscriminazione e fornendo a queste strutture, laddove necessario, un supporto strumentale e formativo.

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Pubblicato il 01/04/2010 — ultima modifica 22/11/2013
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