Piano per l'adolescenza, opportunità contro il disagio

Presentato ufficialmente, interessa circa 550 mila ragazzi tra gli 11 e i 24 anni e coinvolge famiglie, scuola, servizi sociali, associazionismo, volontariato e aziende sanitarie. Il video del "Tour nelle città"

“Ascolto, dialogo, cura, cittadinanza”: sono le parole chiave del Piano regionale pluriennale per l’adolescenza della Regione, che è stato presentato ufficialmente lunedì 19 novembre a Bologna, nella Sala polivalente Guido Fanti dell’Assemblea legislativa.

Nuove opportunità, benessere e contrasto al disagio, con risorse certe e interventi concreti: la Regione Emilia-Romagna punta sui più giovani, e lo fa dunque attraverso il Piano per l’adolescenza 2018-2020 che, proposto dalla Giunta dopo un percorso di ascolto e confronto sul territorio, ha avuto nei giorni scorsi il via libera dall’Assemblea legislativa. Ammontano a 21 milioni di euro, di cui oltre 7 per il 2019, le risorse messe in campo a favore degli adolescenti emiliano-romagnoli da inizio legislatura, nel 2015.   

Con questo nuovo strumento vengono indirizzate per il prossimo triennio tutte le politiche regionali a favore dei ragazzi tra gli 11 e i 24 anni, a partire da quanto già realizzato in questi anni. Il provvedimento, destinato a tutti i soggetti che si occupano di adolescenti - famiglie, scuola, servizi sociali, associazionismo sociale e sportivo, volontariato e aziende sanitarie - ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere, tra i più giovani, benessere, socializzazione, opportunità di crescita, protagonismo sociale e stili di vita sani, come deterrenti al disagio e all’isolamento; prevenire e ridurre l'abbandono scolastico, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo; e ancora, contrastare il bullismo, il cyberbullismo e la violenza tra compagni.

Gualmini: "Azioni, risorse concrete e un tour di ascolto nelle città"

“Il Piano approvato è frutto dell’ascolto e del confronto con ragazzi, famiglie, insegnanti, operatori e amministratori locali che ho incontrato in tutte le province, da Rimini a Piacenza- sottolinea la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini-. Grazie a questi testimoni privilegiati ho approfondito cosa voglia dire essere adolescenti e quali azioni siano necessarie per fare emergere i loro talenti e prevenire le situazioni di disagio. Il Piano adolescenza sarà lo strumento per ridisegnare le politiche regionali rivolte ai più giovani, che attraversano una fase della vita estremamente delicata, e alle loro famiglie. Relazioni, impegno, responsabilità verso se stessi e verso gli altri- conclude Gualmini- sono le leve sulle quali agire per il benessere e la crescita dei giovani che sono il nostro futuro”.

I fondi a disposizione

Dal punto di vista delle risorse, dei complessivi 21 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per finanziare gli interventi contenuti nel Piano, 13,8 sono già stati utilizzati tra il 2015 e il 2018 per realizzare attività extrascolastiche, sostenere gli oratori, valorizzare lo scoutismo e il servizio civile, promuovere i centri di aggregazione e gli sportelli scolastici. I restanti 7,2 milioni stanziati per il 2019 serviranno a consolidare gli interventi già in atto e attuarne di nuovi.

Nel dettaglio, il complesso di fondi comprende un bando da 600 mila euro per attività extrascolastiche, ricreative e per il tempo libero rivolte a ragazze e ragazzi preadolescenti e adolescenti;3 milioni per il finanziamento dei centri estivi, 2 milioni per un bando finanziato dal Fondo sociale europeo e cogestito con l'assessorato Scuola, Formazione, Lavoro per gli sportelli scolastici; 700 mila euro per il servizio civile  e 950 mila euro per le famiglie, 200 mila dei quali per progetti di formazione dedicati a genitori.

Le priorità di intervento

Sono tre le priorità di intervento individuate dal provvedimento: ‘Il dialogo’, cioè la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità; “La cittadinanza attiva”, che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico; “La cura” dei ragazzi per favorirne il benessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.

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pubblicato il 2018/11/20 15:40:00 GMT+1 ultima modifica 2018-11-30T10:02:10+01:00

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