L’accesso ai servizi sociali da parte dei cittadini stranieri tra 2019 e 2020

Pubblicato un Report nell’ambito delle attività progettuali FAMI “Impact-Casper II - PROG 2350

Il progetto di ricerca
Il report Gli interventi di presa in carico integrata per facilitare l’accesso ai servizi da parte dei Cittadini di Paesi Terzi Analisi di casi studio, curato da Cristina Montefusco per ART-ER all’interno del progetto Casper II, ha analizzato oltre 200 percorsi di presa in carico di cittadini stranieri e/o dei rispettivi nuclei familiari in condizioni di fragilità da parte delle Équipe di supporto transculturale dei Servizi realizzati nel periodo antecedente all’emergenza sanitaria Covid-19 e continuati nel corso della pandemia.

L’analisi ha riguardato un campione di natura qualitativa che ha interessato le aree provinciali di Reggio Emilia, Parma e Piacenza per l’ambito territoriale Emilia Nord; Modena e Ferrara per l’ambito territoriale Emilia Centro-Orientale; Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna per l’ambito territoriale Romagna nonché l’area Metropolitana di Bologna.

L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 è intervenuta bruscamente nella fase iniziale del percorso di analisi, stravolgendo le attività inizialmente programmate fino ad una rimodulazione del progetto. I risultati sono una fotografia degli interventi di presa in carico, compresi quelli per richiedenti e i titolari di protezione internazionale.

Le necessità emerse da parte di cittadini stranieri e famiglie
I principali risultati mostrano come i beneficiari delle prese in carico provengano in gran parte dal continente africano e asiatico, come vi sia una lieve prevalenza di richieste di intervento fatte da parte delle donne e che il 55% delle richieste coinvolgono non singole persone ma nuclei familiari.

Interessante sottolineare come la maggioranza relativa dei casi esaminati abbia riguardato cittadini stranieri soggiornanti di lungo periodo che probabilmente hanno interrotto percorsi lavorativi e di effettiva integrazione per situazioni di difficoltà o vulnerabilità sia economica che occupazionale a cui si assommano quelle di natura giuridico-legale, in particolare connesse ai rischi rispetto allo status di soggiorno.

Tra le necessità specifiche emerse durante la prima fase della crisi sanitaria, le domande giunte ai servizi sociali e agli sportelli dei Comuni hanno riguardato prevalentemente il sostegno economico ed alimentare, ad esempio l’accesso ai buoni spesa, ai pacchi alimentari, e la richiesta di aiuto per l’acquisto di farmaci.

Per i nuclei familiari già in carico emerge una maggior necessità di supporto per l’attivazione della didattica a distanza dei figli ed il bisogno di acquisire informazioni in lingue diverse.

Altro tema emerso frequentemente è la richiesta di un sostegno abitativo o di mantenimento dell’alloggio (ad esempio per sfratto o morosità nel pagamento delle bollette e utenze) così come le richieste di lavoro. Frequenti anche le richieste di supporto digitale.

Le persone senza fissa dimora hanno subito un aggravamento ulteriore delle loro già precarie e gravi condizioni di vita.

Il lavoro delle Èquipe e dei Servizi
Tra le evidenze più significative emerse sul piano organizzativo, spicca la flessibilità operativa dell’Équipe di supporto transculturale e la sua capacità di adattamento ai fabbisogni specifici dei singoli beneficiari. Emerge altresì una proficua collaborazione tra gli operatori delle Équipe e quelli dei servizi territoriali che si rivela tanto maggiore in termini di condivisione metodologica e di definizione di pratiche innovative, tanto più grandi sono i gradi di coinvolgimento nei percorsi di presa in carico, degli enti locali di riferimento.

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pubblicato il 2021/03/16 12:44:00 GMT+2 ultima modifica 2021-03-17T16:58:16+02:00

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