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Contro le discriminazioni

La Biblioteca vivente

E' una vera e propria "biblioteca" dove però, anziché i libri, si possono prendere in prestito le "persone" con le loro storie

logo biblioteca viventeSi tratta sostanzialmente della riproposizione della “Biblioteca vivente” nata nel 2000 grazie all’Associazione danese Stop alla Violenza e ripresa dal Consiglio d’Europa all’interno della campagna “Tutti uguali e tutti diversi” contro le discriminazioni.

Utilizzando un linguaggio ed una serie di procedure “bibliotecarie”, si favorisce il dialogo tra alunni e alunne, cittadini e cittadini e persone che fanno parte di gruppi sociali poco conosciuti e verso cui esistono forti stereotipi e pregiudizi.

In uno spazio dedicato, gli utenti della biblioteca possono consultare un catalogo che presenta alcuni “libri” di fatto vere e proprie persone portatici della propria storia personale.

Nelle scuole invece le classi possono essere divise in micro-gruppi di lettori che a rotazione hanno modo di sfogliare il catalogo e scegliere il libro da consultare. Il catalogo Biblioteca Vivente - Scuole è ideato ad hoc a seconda dell’età degli studenti e della tematica scelta da approfondire, concordata con l’insegnante.

Ogni libro ha un titolo: (ad esempio) lo straniero, la persona con disabilità, la donna musulmana, il giovane ebreo, la badante, l’ex-alcolista,il giovane palestinese, il vegetariano, lo zingaro,il rifugiato politico,  ’ex detenuta ecc. Ogni titolo di libro è seguito da una serie di stereotipi. Per esempio sotto il titolo straniero, potrà seguire: parla male l’italiano, non conosce le nostre usanze, non rispetta le nostre regole, viene da un Paese non civile, non conosce le tecnologie ecc.

Sfogliando il catalogo, gli utenti possono venire incuriositi da un libro e decidere di “leggerlo”. Possono quindi prendere in prestito il “libro”, che in realtà è una persone in carne ed ossa, appunto uno straniero, una persona con disabilità, una donna musulmana, un ex-alcolista ecc. ecc.

L’utente potrà chiacchierare con questa persona per un mezz’ora circa, fare domande, chiarirsi le idee, togliersi curiosità e rompere alcuni pregiudizi e stereotipi. A differenza di iniziative simili già realizzate (come le panchine parlanti), la biblioteca vivente prevede che l’utente abbia un rapporto uno a uno col  “libro” e che possa porgli domande e discutere con lui/lei.

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Pubblicato il 16/12/2010 — ultima modifica 22/11/2013
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