Centri estivi
La Regione sostiene le famiglie con figli che frequentano centri estivi
- Anno 2026
- Destinatari, importo e criteri di assegnazione dei contributi
- La richiesta del contributo
- La ripartizione delle risorse sul territorio regionale
- I risultati regionali del contributo stanziato nel 2025
- Cosa sono i Centri estivi, i requisiti dei gestori
- Per i Comuni: i materiali per la promozione
- Per informazioni
Anno 2026
La Regione Emilia-Romagna continua a puntare sui Centri estivi stanziando 10 milioni di euro anche per il 2026, risorse europee del Programma regionale Fse+ 2021-2027 a sostegno delle famiglie per la frequenza da parte dei figli tra i 3 e i 13 anni, durante il periodo di sospensione delle attività scolastiche.
L’obiettivo è sostenere la conciliazione tra vita familiare e lavorativa dei genitori, ridurre le disuguaglianze economiche nella fruizione dei servizi estivi, favorire la socializzazione, l’inclusione e l’integrazione di bambini, bambine, ragazzi e ragazze, contrastare le povertà educative, ampliando l’accesso a opportunità extrascolastiche di qualità e rafforzare il sistema educativo regionale.
- Deliberazione di Giunta regionale n. 368/2026 «Approvazione del progetto per il contrasto alle povertà educative e la conciliazione vita-lavoro: sostegno alle famiglie per la frequenza di Centri estivi. Anno 2026. PR FSE+ priorità 3 Inclusione sociale - Obiettivo specifico k»
- Il bando pubblicato sul sito E-R Formazione e lavoro
Destinatari, importo e criteri di assegnazione dei contributi
Per il 2026 viene confermata la platea delle famiglie beneficiarie che potranno accedere alla misura, con dichiarazione Isee fino a 26.000 euro.
La misura è rivolta a famiglie, anche affidatarie, con figli dai 3 ai 13 anni (17 se con disabilità certificata), quindi nati dal 2013 al 2023 in cui uno (in caso di famiglie monogenitoriali) o entrambi i genitori risultino occupati e residenti in Emilia-Romagna.
Possono chiedere il contributo anche le famiglie nelle quali uno o entrambi i genitori siano in cassa integrazione, mobilità, disoccupati purché abbiano sottoscritto un Patto di servizio con i centri per l’impiego con il quale si sono impegnati a fruire di un percorso di politica attiva per la ricerca di un’occupazione. Inoltre, possono beneficiarne famiglie in cui anche un solo genitore è impegnato in modo continuativo in compiti di cura, se nel nucleo familiare è presente una persona con disabilità grave o non autosufficiente.
Il contributo è finalizzato alla copertura, totale o parziale in funzione del costo effettivo, della rata di frequenza settimanale, con un contributo massimo complessivo di 300 euro per ciascun figlio, e nel limite di 100 euro a settimana; può essere utilizzato anche per settimane non consecutive e in Centri estivi differenti. È cumulabile con altri contributi, purché non si superi il costo effettivo del servizio.
La richiesta del contributo
La richiesta del contributo deve essere fatta al Comune/Distretto di residenza
La richiesta del contributo deve essere fatta al Comune/Distretto di residenza, indipendentemente dalla sede del Centro estivo: saranno infatti i Comuni/Unioni di Comuni aderenti al progetto a raccogliere le domande di accesso da parte delle famiglie residenti, a verificarne i requisiti e a concedere i contributi.
La ripartizione delle risorse sul territorio regionale
Le risorse complessive, pari a 10 milioni di euro, sono ripartite sull’intero territorio regionale a livello di Distretto socio-sanitario, secondo due criteri: per il 70% (7 milioni) in base ai potenziali destinatari; quindi, in base alla popolazione residente al 1^ gennaio 2025 di età 3‑13 anni; per il 30% (3 milioni) in base al numero di domande presentate per l’anno 2025.
I risultati regionali del contributo stanziato nel 2025
Nel 2025, grazie alle risorse stanziate dalla Regione, il contributo ha permesso di dare risposta a 34.300 domande idonee: il 91% delle richieste presentate ai Comuni, contro il 71% del 2024
Non solo, perché dai dati comunicati dai Distretti, con il concorso dell’investimento dei Comuni si è raggiunto un tasso di copertura delle domande del 97%: su 37.321 pervenute, 36.269 sono state complessivamente accolte. Di queste, 4.468 riguardavano bambini e ragazzi con disabilità, che anche quest’anno potranno accedere fino ai 17 anni e senza limite di Isee.
Cosa sono i Centri estivi, i requisiti dei gestori
I centri estivi sono strutture organizzate per l'accoglienza di bambini e ragazzi durante il periodo estivo. Offrono attività ludiche, sportive e didattiche per favorire lo sviluppo e la socializzazione dei partecipanti, oltre a rappresentare una soluzione per le famiglie che lavorano e non hanno la possibilità di seguire i figli durante le vacanze. Nella maggioranza dei casi, il committente è il Comune di residenza, che affida la gestione del servizio a cooperative sociali o associazioni del territorio; in altri casi, i centri sono organizzati da privati.
Tra i requisiti richiesti ai soggetti gestori: accoglienza senza discriminazioni, inclusione di bambini con disabilità, progetto educativo e organizzazione del servizio. Dovranno inoltre seguire le linee guida regionali su igiene e alimentazione.
Per i Comuni: i materiali per la promozione
I materiali personalizzabili da ogni Comune o Unione di Comuni messi a disposizione da Regione Emilia-Romagna /locandina A3 e A4 e cartolina A5) sono scaricabili al link:
Per informazioni
L'attività è di competenza dell'Area Servizi educativi e istruzione - Settore Programmazione e regolazione delle politiche educative e formative, Direzione generale Educazione, scuola, formazione e università
Misure di conciliazione e Centri estivi
