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Rapporto sulla popolazione Sinta e Rom in Emilia-Romagna - Anno 2009

I dati sulla popolazione Sinta e Rom presente nella Regione Emilia-Romagna sono riferiti al 30/11/2009

Dal 1996 la regione Emilia-Romagna effettua una rilevazione statistica sulla popolazione Sinta e Rom e sui campi/aree presenti nel territorio regionale. E’ uno strumento di conoscenza e di ausilio alle politiche locali finalizzato a migliorare gli interventi per l’integrazione e la maggiore coesione sociale.

 

La rilevazione che ha periodicità triennale, si è svolta il 30 novembre 2009, con la collaborazione delle Province, attraverso la somministrazione di questionari rivolti a tutti i comuni della regione Emilia Romagna.

 

L’analisi ha esaminato le aree di sosta e transito comprendendo anche le aree pubbliche e quelle private e di proprietà dei Sinti e dei Rom.

 

Sono 28 i comuni che hanno riferito l’esistenza di campi regolari o irregolari compilando il questionario. Ulteriori 10 comuni non hanno compilato il questionario, ma hanno comunque segnalato campi/aree e la loro popolazione.

E’ stato così possibile conoscere la presenza complessiva in Emilia Romagna che è di 2.644 persone  in 130 campi/aree.

 

Se si raffronta il dato con la rilevazione relativa al 2006 che presentava 2.550 residenti in 102 campi, si nota che, a distanza di tre anni, non si ravvisano forti cambiamenti numerici per quanto riguarda le presenze. Il numero invece dei campi è decisamente lievitato, in gran parte per effetto della scelta di alcuni comuni che hanno trasferito le persone da campi di grosse dimensioni in micro aree e in parte per effetto della diffusione di aree private che evidenziano la spinta di alcune famiglie ad uscire dal “campo” e acquistare terreni di proprietà.

 

I campi/aree rilevati con questionario sono stati complessivamente 108 con 2.287 persone. I campi/aree segnalati invece sono 22 con 357 persone residenti.

 

L’analisi dei questionari fa emergere una netta predominanza dei campi sosta e quindi di una presenza di popolazioni sempre più stanziali, che si spostano occasionalmente e in alcune stagioni dell’anno, principalmente per motivi di lavoro (giostrai, commercianti) e per visite a parenti.

La gestione dei campi è prevalentemente affidata ai Sinti e ai Rom residenti ed è aumentata considerevolmente negli anni evidenziando un tentativo di responsabilizzazione delle famiglie.

I campi sosta e transito sono maggiormente presenti a Reggio Emilia (54), Modena (24), Bologna (14) e Rimini (8). La popolazione indicata nei questionari è di 2.287 persone distribuita principalmente a Reggio, Bologna e Modena, Piacenza. L’analisi dei dati fa emergere che è difficile parlare di nomadismo in Emilia Romagna per le popolazioni Rom e Sinte. Gli spostamenti sono un fenomeno abbastanza limitato, infatti, l´82,5% dei residenti è stanziale e vive nel campo tutto l’anno, mentre il 4% risiede nelle aree quasi tutto l´anno (da 9 a 11 mesi), il rimanente 13,5% presenta invece una certa mobilità.

La comunità più diffusa in regione è quella dei Sinti (88,3%), seguita dai Rom italiani per il 7,4%, i Rom stranieri per il 3,3% e da una piccola percentuale (1%) di persone di altra provenienza. I Sinti sono presenti nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza, Ferrara, Rimini e Ravenna; i Rom invece sono presenti a Reggio, Bologna, Modena e Parma. Il 38,6% della popolazione Sinta e Rom è costituita da giovani al di sotto dei 18 anni di età, mentre la classe meno rappresentata (il 3,3%) è quella dei soggetti con oltre 65 anni.

Per quanto riguarda l´istruzione e la formazione si può osservare che la percentuale dei frequentanti sugli iscritti è piuttosto alta, pari al 92,4% e che la maggioranza degli iscritti appartiene alla fascia d´età della scuola dell’obbligo, mentre formazione, nidi e scuola superiore hanno percentuali ancora ridotte. Da segnalare che i dati mostrano un aumento nelle iscrizioni rispetto alla rilevazione precedente.

Si può osservare a proposito dell’attività lavorativa che sono state 374 le persone che hanno lavorato durante tutto il 2009 pari al 25,5% della popolazione residente nei campi. Oltre a questi, si evidenzia la presenza di 350 persone che durante l’anno svolgono lavori informali pari al 23,8% dei residenti.  In generale si evidenzia che è molto alta la precarietà del lavoro, infatti solo il 10,6% dei lavoratori è a tempo indeterminato. I principali settori sono lo spettacolo (circo e giostre), i servizi, il commercio (molti nel settore alimentare), la raccolta del ferro. Vi sono anche alcune attività legate al commercio e allevamento di cavalli e borse lavoro e tirocini.

In generale dai dati emerge che gli obiettivi che la Regione si è posta in questi ultimi anni si stanno realizzando in molte aree con il ridimensionamento dei campi verso unità famigliari e/o verso un numero limitato di persone (“microaree”), con il miglioramento della qualità della vita all’interno dei campi, delle condizioni igienico-sanitarie, ammodernamento delle strutture, con la chiusura di campi e centri di accoglienza inserendo le persone in appartamenti.

Nel volume sono illustrati inoltre in dettaglio i dati riferiti ai campi di proprietà pubblica e ai campi privati.

E´ possibile avere copia cartacea del rapporto richiedendolo a:

Daniela Salvador - Regione Emilia-Romagna - Servizio politiche per l´accoglienza e l´integrazione sociale - viale Aldo Moro 21 - Bologna - Tel. 051/5277493 - Fax 051/5277074 - dsalvador@regione.emilia-romagna.it

 

 

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Pubblicato il 14/12/2010 — ultima modifica 13/04/2015
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