Recupero alimentare a fini solidali

Cosa fa la Regione

La Regione Emilia-Romagna è impegnata sul versante del recupero alimentare a fini di solidarietà sociale, della lotta allo spreco e della tutela dell’ambiente.

Gli effetti della crisi economica hanno accentuato la necessità di rafforzare la connessione tra questo tema e le politiche di contrasto alla povertà ed in particolare il sistema degli interventi regionali e territoriali a favore delle persone scivolate in una condizione di fragilità.

L'obiettivo è quello di valorizzare sia la responsabilità sociale d'impresa, sia il ruolo delle risorse territoriali per il recupero e la distribuzione dei beni alimentari e non, nel quadro di una forte sinergia tra pubblico, terzo settore e mondo imprenditoriale.


Gli Empori solidali

Da alcuni anni è stato dato un forte impulso all’attività degli Empori solidali, che in Emilia-Romagna rappresentano una delle risposte alla povertà.

Oggi in tutte le provincie della regione è presente almeno un Emporio solidale.
Sono 27 quelli già attivi: 1 a Piacenza (capoluogo), 3 a Parma (capoluogo, Borgo Val di Taro, Lesignano de' Bagni), 2 a Reggio Emilia (capoluogo e Guastalla), 8 a Modena (capoluogo, Carpi, Medolla, Pavullo, San Cesareo sul Panaro, Sassuolo, Soliera, Vignola), 7 a Bologna (3 nel capoluogo, Casalecchio di Reno, Imola, Minerbio, San Lazzaro di Savena), 3 a Ferrara (capoluogo, Codigoro e Cento), 1 rispettivamente a Ravenna (Cervia), Forlì-Cesena (Forlì) e Rimini (capoluogo).  
È inoltre prevista l’apertura degli empori di Ravenna, Riccione (Rn), Argenta (Fe).

Di questi 27 empori, 16 hanno costituito l’Associazione Empori Solidali Emilia Romagna Odv, ente di secondo livello, che lavorerà in continuità, sviluppando azioni di formazione, sensibilizzazione, advocacy con ricadute positive su tutti gli empori aderenti. Anche quelli che inizialmente non hanno potuto aderire o hanno preferito crescere e maturare prima di avvicinarsi al livello regionale, troveranno massima apertura a spazi di confronto e collaborazione.

Gli Empori solidali costituiscono una risorsa fondamentale e si muovono in un ambito complesso, caratterizzato da molteplici attori e da una pluralità di aspetti operativi.
Gli attori si collocano nei settori della produzione industriale ed agricola; della grande e piccola distribuzione; della ristorazione; delle istituzioni del territorio; del terzo settore nelle sue varie declinazioni (dalle parrocchie ai Centri di servizio per il volontariato, dalla Caritas al Banco alimentare).
Anche gli aspetti operativi sono diversi e includono, tra gli altri: la raccolta, stoccaggio e distribuzione; il rispetto delle regole sanitarie e l'attenzione al tema della corretta alimentazione; il rapporto con i beneficiari e costruzione dei criteri per l'accesso al servizio; la collaborazione con gli Enti locali.

Gli Empori assolvono a due funzioni:

  • Il contrasto alla deprivazione materiale e alimentare, innanzitutto
  • La cura degli aspetti sociali e relazionali, in riferimento alle persone con cui entrano in contatto, in secondo luogo. Attraverso attività accessorie quali l’ascolto, l'orientamento verso i servizi, la formazione, l’inserimento lavorativo, gli spazi mamma-bambino, le consulenze al credito e alla gestione domestica, gli Empori permettono infatti ai beneficiari di trovare risposte, strumenti e possibili soluzioni utili alla propria attivazione o ri-attivazione

Nel mese di ottobre 2017 è stato sottoscritto tra Regione Emilia-Romagna, Coordinamento Empori solidali, CSV Emilia-Romagna Net, ANCI Emilia-Romagna il Protocollo per la valorizzazione della rete degli Empori solidali Emilia-Romagna.

Il 15 febbraio 2019 tale Protocollo è stato rinnovato. Lo hanno firmato, oltre agli aderenti al Protocollo precedente, anche le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. L’allargamento del Protocollo (pdf2.6 MB) è stato sancito in occasione del convegno “La realtà degli Empori Solidali in Emilia-Romagna", tenutosi a Casalecchio di Reno (BO).

Il 5 dicembre 2018, in occasione della 33° giornata internazionale del Volontariato, è stato presentato il Primo rapporto nazionale sugli empori solidali (pdf2.31 MB).

Nel 2018, la Regione Emilia-Romagna ha deliberato un finanziamento, pari a 20.000 euro, alla Rete degli Empori solidali della regione per il progetto denominato “La responsabilità sociale di impresa della rete regionale degli empori solidali dell’Emilia-Romagna”, per il supporto alle attività di logistica, comunicazione e partenariato con le imprese di trasporti e aziende produttrici, nonché per i contatti con la grande distribuzione organizzata finalizzati al reperimento dei beni da distribuire (DGR n.11952/2018).

La collaborazione con il Banco Alimentare

Dal 2009 è attiva una proficua collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare Emilia-Romagna ONLUS di Imola (BO), che ha visto il sostegno della Regione a diversi progetti per il recupero alimentare e la lotta allo spreco, tra i quali:

  • La ricerca di nuove aziende donatrici, anche attraverso azioni coordinate con gli Enti locali
  • La raccolta e distribuzione delle eccedenze ortofrutticole
  • La sottoscrizione di accordi con la ristorazione collettiva
  • La fornitura di servizi e formazione ai soggetti che si occupano della distribuzione di beni alimentari a fini solidali (si veda, ad esempio, il c.d. "Manuale salva-cibo")

Nel 2018 la Regione ha deliberato un finanziamento, pari a 20.000 euro, a Banco Alimentare per la realizzazione del progetto "Contrasto alla povertà e diminuzione dello spreco alimentare: sviluppo del sistema banco alimentare sul territorio regionale", finalizzato ad aumentare le donazioni delle eccedenze da parte delle aziende emiliano-romagnole a fini di solidarietà e a fidelizzare la relazione con le aziende già donatrici (DGR n.1635/2018).
Nel 2019 è stato invece cofinanziato il progetto denominato “Sviluppo del recupero alimenti da GDO e Industria per una redistribuzione a fini sociali in Emilia-Romagna” che ha tra i suoi obiettivi generali lo sviluppo delle collaborazioni con la GDO (grande distribuzione organizzata) secondo le possibilità previste dalla legge 166/16, la sensibilizzazione delle aziende alimentari per la cessione dei prodotti non inseriti sul mercato ma idonei al consumo umano, il recupero, lo stoccaggio e la distribuzione degli alimenti alle strutture caritative convenzionate sul territorio regionale.

A chi rivolgersi

Servizio Politiche per l'integrazione sociale, il contrasto alla povertà e Terzo settore

viale Aldo Moro 21, 40127 Bologna

Per approfondire

  • Legge 166/2016 "Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi" (c.d. 'Legge Gadda')
  • Fondi europei: dal PEAD al FEAD
  • Informazioni sul FEAD, a cura dell'Unione Europea

Norme e atti

Progetti in corso

Iniziative particolari

Pubblicazioni

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pubblicato il 2013/09/27 12:45:00 GMT+2 ultima modifica 2022-06-01T15:58:37+02:00

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