I mutamenti familiari e la vulnerabilità

La lettura delle trasformazioni demografiche e dei riflessi in termini di organizzazione sociale avviene anche attraverso il modo in cui gli individui formano e trasformano le famiglie. La famiglia è infatti una delle principali formazioni sociali attraverso la quale si trasmettono e si rinforzano le norme del vivere in comunità e si sviluppa capitale sociale.

I rapidi mutamenti in atto nella composizione delle famiglie richiedono di interrogarsi sulle modalità con cui sostenere il loro benessere e le relazioni che esse instaurano al loro interno e nel proprio contesto sociale, considerando le risorse che esso esprime e porta con sé, dando valore alle disponibilità individuali e familiari che possono supportare i carichi di cura e favorire i processi inclusivi di quei genitori o nuclei che sono esposti a maggiore vulnerabilità. Necessitano anche di sguardi positivi sulle potenzialità dei genitori e sulle responsabilità genitoriali anche attraverso nuove forme di promozione e affiancamento.

Le difficoltà nell’esercizio della genitorialità

Tra le principali difficoltà nell’esercizio della genitorialità vi sono le fasi di transizione legate all’eventuale insorgere di crisi della coppia, separazione/divorzio, perdita del lavoro, problematiche legate all’adolescenza dei figli, dif­ficoltà economica, il carico assistenziale del nucleo famigliare nelle situazioni di disabilità o patologie dei figli un impegno sempre più elevato nei compiti di cura, che si riversa particolarmente sulle donne. L’essere stranieri, condizione spesso con scarse reti di supporto sociali e familiari, fa emergere situazioni di rischio di isolamento sociale e di deprivazione sia del nucleo familiare che dei figli anche se nati in Italia. Vi sono inoltre alcune forme di genitorialità che richiedono un’attenzione specifica, come l’essere famiglia affidataria e adottiva.

Il tema della vulnerabilità familiare richiama inoltre il fenomeno della negligenza e trascuratezza più o meno grave che può generare una carenza significativa o assenze di risposte adeguate allo sviluppo di un bambino. È riconosciuto scientificamente che all’origine della negligenza vi è una disfunzionalità nelle relazioni tra genitori e figli (o tra chi svolge le funzioni genitoriali) e scarse o problematiche relazioni tra le famiglie ed il mondo relazionale esterno. Occorre pertanto agire su entrambi i fronti per poter ottenere risultati tangibili di cambiamento.

Le famiglie e le relazioni che in esse si instaurano, sono l’elemento determinante nella crescita dei bam­bini soprattutto nei primi anni di vita ed è proprio in rapporto a quello che le famiglie sono o non sono in grado di dare che si strutturano in fasi molto precoci diseguaglianze di competenze fondamentali. In­terventi precoci in epoca prenatale e post natale di sostegno ai genitori hanno dimostrato di riuscire ad influenzare gli itinerari di sviluppo dei bambini e delle bambine con esiti anche a distanza di anni (studi longitudinali di oltre 20 anni) di riduzione delle diseguaglianze.

Combattere lo svantaggio socioculturale nei primi anni di vita è una misura fondamentale per ridurre la povertà e l’esclusione sociale. Ciò è possibi­le attraverso strategie integrate di sostegno ai neogenitori, nell’accesso al mercato del lavoro, di sostegno al reddito e nell’accesso ai servizi essenziali per la salute e lo sviluppo dei bambini, quali nidi e scuole per l’infanzia, servizi sociali e sanitari, abitazione e ambiente.

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pubblicato il 2019/02/15 09:51:00 GMT+1 ultima modifica 2021-03-22T12:30:29+01:00

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