giovedì 19.07.2018
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I miei auguri più sinceri per un 2018 proficuo

Carissime e Carissimi,

penso che il modo migliore per chiudere questo intenso 2017 sia quello di offrirvi una breve riflessione sulla cosa più concreta che abbiamo messo in campo. E che diventerà un tratto distintivo della storia del welfare della nostra bellissima regione.

Parliamo del Reddito di solidarietà, un aiuto economico alle famiglie sotto ai 3000 ISEE (con residenza di almeno 2 anni), che integra e allarga la platea dei servizi messi in campo dal governo nazionale e che prevede un progetto di reinserimento lavorativo o sociale per i beneficiari.

La macchina amministrativa è davvero partita; ad oggi abbiamo oltre 7.500 domande in regione e già 2.000 richieste sono state accolte dall’Inps. Le famiglie riceveranno una carta acquisti e si impegneranno a “dare in cambio” il proprio tempo e il proprio impegno per riacquistare una condizione di autonomia, per quanto possibile.

Personalmente non amo i toni trionfalistici e so molto bene che occorrono tempo e attenzione per rendere efficace uno strumento nuovo, molto complesso sul piano della progettazione e dell’organizzazione dei servizi preposti all’erogazione. Bisogna essere pronti a modificare, correggere, emendare perché i processi di cambiamento e apprendimento organizzativo richiedono grande duttilità e flessibilità. Ma le prime elaborazioni, affidate all’Università di Modena, ad oggi ci dicono che ci abbiamo visto giusto. Abbiamo spalancato una finestra e lì sotto c’era gente pronta a farsi vedere, persone e famiglie forse prima poco conosciute.

I primi risultati parlano chiaro. Uomini e donne in parti simili chiedono il Reddito di Solidarietà; sono maggiormente persone in età avanzata quelle che fanno domanda (il 66% ha più di 46 anni, oltre un terzo ha più di 56 anni) e sono nuclei molto piccoli, in gran parte costituiti da 1 sola persona (il 69%). Qui si individua una nuova direzione verso cui indirizzare il nostro sistema di protezione sociale: anziani o persone adulte sole magari con figli adulti o senza figli che vivono in condizione di grande disagio, in maggior parte italiani (il 70% dei beneficiari del Reddito di solidarietà ha cittadinanza italiana).

Il Res si conferma dunque come la misura giusta al posto giusto. Perfetto complemento, cioè, del Reddito di inclusione nazionale che in Emilia-Romagna avrebbe funzionato molto poco. La nostra integrazione regionale è per lo più indirizzata ad anziani soli, a nuclei piccoli dove può anche esserci un lavoratore, con reddito discontinuo e molto basso. I risultati sono positivi rispetto alle aspettative.

Ora però arriva il momento più difficile. E le critiche le conosciamo bene. “È un’operazione molto complessa, intrecciandosi con cambiamenti continui a livello nazionale”, ci sentiamo dire… “I servizi sono sovraccarichi, ci vorrà tempo per dare risposta a tutti in maniera efficiente…” “Andrà tutto agli stranieri” “Nessuno lo chiederà” … Critiche legittime ma che per ora non paiono dimostrate.

In parte siamo anche d’accordo: le innovazioni richiedono tempo. La Legge quadro del 2000 (n. 328) che disegnava l’impianto delle politiche sociali a livello locale ha richiesto anni e anni di sperimentazione e di rodaggio; non possiamo pretendere che le nuove misure contro la povertà funzionino nel giro di pochi mesi.

Siamo quindi pronti ad affrontare tutta la fase delicata di gestione organizzativa e a modulare il nostro Res sulla base delle revisioni nazionali. Ma siamo soddisfatti di aver fatto una scommessa importante e di averla portata avanti con determinazione. Cambiare per migliorare. Valorizzare il nostro welfare regionale che da sempre si occupa di bambini, anziani e persone fragili, e migliorarlo ancora di più. Questi sono i valori in cui crediamo.

E questi valori ci traghettano nel 2018, con la speranza forte che sia un anno più sereno, più consapevole e meno complicato per chi ancora sta vivendo condizioni di disagio e difficoltà.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al Welfare

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Pubblicato il 22/12/2017 — ultima modifica 22/12/2017
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